28/01/10

giunto in bici a Mesagne





E’ giunto in bici a Mesagne, spagnolo cittadino del mondo



Lui si che ha capito come va vissuta la vita. Josè Ignacio Leguina, 42 anni, spagnolo di Bilbao ma residente a Madrid, è cittadino del mondo che da dieci anni sta girando in bicicletta. Ha già toccato tutti i continenti. Ieri è arrivato in Italia a Brindisi, proveniente da Salonicco, via Corfù. Un giorno di sosta e oggi proseguirà per Tropea, in Calabria dove lo attende un altro amico di un sito internet internazionale di amici della bicicletta. Poi toccherà le tre maggiori isole del mar Tirreno: Sicilia, Sardegna e Corsica per ritornarsene in Spagna. “Mamma Cristina mi aspetta a Benidorm dove vive per sei mesi all’anno perché a Bilbao d’inverno fa molto freddo”.
Viaggia su una bicicletta particolare che lui stesso ha modificato ed adattato alle sue esigenze. Pedala steso, non usa le mani per guidare, e fa lavorare solo le gambe per stancarsi di meno. “Quando pedalo mi “gusto” il paesaggio”, dice con un sorriso furbesco e in lingua italo-spagnola. Ha iniziato il tour dieci anni fa e non si è mai pentito perché ha conosciuto costumi, religioni, lingue, usanze di tutto il mondo. Infatti non c’è continente che non abbia toccato.
A Mesagne ieri è stato ospite di un giovane farmacista, Ermes De Mauro, appassionato anche lui di bicicletta e visitatore del sito www.hospitalityclub.org dove ha letto la richiesta di asilo temporaneo di Josè. “Sono a Salonicco e lunedì 21 dicembre sbarcherò a Brindisi proveniente da Corfù. C’è qualcuno disposto ad ospitarmi per un notte prima che mi rimetta in viaggio per Tropea”? Ermes non si è lasciato sfuggire l’appello e ieri lo ha atteso al porto di Brindisi. “Ero curioso di conoscere quest’uomo che gira il mondo in bicicletta. Volevo parlargli, informarmi, sapere cosa può spingere una persona a fare un scelta di vita così particolare”, dice. E lo ha portato a casa dove è stato suo ospite per una notte. A pranzo Josè ha raccontato tra lo spagnolo, l’inglese ed un pò di italiano che lo scorso 5 maggio era stato in Cina, che ha viaggiato con una ragazza americana fino alla Turchia e che ha proseguito da solo dopo che la ragazza aveva preferito seguire un altro loro collega tedesco.



L’avventura di Josè dura da dieci anni, da quando nel 1999 in India incontrò altri appassionati di bicicletta in giro per il mondo. E decise di cambiare vita. E’ arrivato in Africa dove, in Sudan, ha lavorato come guida per tour in bicicletta e con una ditta che lavora per pozzi di acqua; poi in Sud America (Argentina, Cile, Bolivia, Colombia, ecc.), in Nuova Zelanda, in Giappone. E arrivato sino al Canada, a Vancouver, dove è rimasto per due anni ed ha lavorato come muratore. Non vuole contributi né sponsor: vuole essere libero, non avere obblighi, vivere a contatto con la natura. Il resto non conta. Tante peripezie, tante esperienze, tanta gente diversa. Conosce bene due lingue, inglese, francese e un po’ di italiano. Ha tante storie da raccontare e migliaia di foto da mostrare che ha raccolto nel suo sito internet www.bicicletos.org. E quando non trova ospitalità? “Non mi perdo d’animo. Basta una tenda ed cucina da campo”. Durante la stagione invernale pedala per cento chilometri al giorno paragonabili ad un giorno in auto, in estate arriva a percorrere sino al 130 chilometri. A Corfù, ultima tappa prima di arrivare in Italia, è stato cinque giorni con un gruppo di cinque amici spagnoli. Ha respirato un po’ di aria di casa. Ma non ha avuto nostalgia. E l’altro ieri, tranquillo, ha ripreso a girare il mondo per raggiungere Brindisi, l’Italia per poi avvicinarsi alla Spagna dove conta di arrivare per Pasqua. E sarà la fine della sua lunga tappa. “Metterò la bicicletta in cantina e conto di lavorare per organizzare tour in bicicletta dove l’uomo è lontano dalle frenesie del mondo di oggi e si vive a contatto con la natura”.

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