29/11/12

"La bicicletta verde", film girato in Arabia Saudita da una donna


La bicicletta verde - Video recensioni di Movieplayer.it

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 La videorecensione del film La bicicletta verde di Haifaa Al-Mansour, con Reem Abdullah, Waad Mohammed e Abdullrahman Al Gohani. Testi di Marco Minniti e voce di Francesca Fiorentino.
Presentato nella sezione Orizzonti della 69esima edizione del Festival di Venezia, Wadjda è l'esordio nel lungometraggio della regista saudita Haifaa Al Mansour, prima pellicola interamente girata nel regno arabo.

 "La bicicletta verde", il trailer del primo film girato in Arabia Saudita da una donna

23 nov 2012 — Alberto del Giudice

All’ultima mostra del cinema di Venezia La bicicletta verde è stato quasi acclamato all’unanimità dalla critica e dal pubblico commossi dalla storia di una ragazzina di Riad, Wadjda, che sfida tutte le convenzioni e i divieti per poter salire in sella a una bicicletta. Al cine

ma dal 6 dicembre

All'ultima mostra del cinema di Venezia La bicicletta verde (titolo originale Wadjda) è stato quasi acclamato all'unanimità dalla critica e dal pubblico commossi dalla storia di una ragazzina di Riad, Wadjda, che sfida tutte le convenzioni e i divieti per poter salire in sella a una bicicletta. In Arabia Saudita alle donne è rigorosamente vietato andare in bicicletta come fare molte altre cose. Ma Wadjda sia per la sua giovane età sia per la sua determinazione non può rassegnarsi a rinunciare a possedere la bellissima bicicletta verde che ha visto in vendita in un negozio. Così la sua semplice storia e il suo semplice desiderio, comune a milioni di bambini e bambine assume nel paese islamico diventa un affronto, quasi un gesto politico. E come spiegare a una ragazzina che le è vietato andare in bicicletta perché sul sellino potrebbe provare un qualche piacere sessuale? Così anche il bel film scritto e diretto da Haifaa Al Mansour (al cinema dal 6 dicembre), prima donna saudita a realizzare un film e a girarlo nel suo Paese, con tutti i problemi che potete immaginare, sempre sotto l'occhio vigile delle autorità, assume un valore extra-artistico, sociale, antropologico e politico da non sottovalutare.

In Arabia Saudita non esistono sale cinematografiche pubbliche, i film circolano sono in dvd o in vhs, nessuna troupe (che non fosse della Tv e composta da soli uomini) ha mai girato prima di Haifaa Al Mansour un lungometraggio. Facile immaginare quindi le difficoltà cui è andata incontro la regista, cui ovviamente non era neppure consentito circolare in auto liberamente a Riad per scegliere le location adatte al film.



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