28/01/10

il Parkour








il Parkour



Differenze tra Parkour e Free Running

leggi anche : http://cipiri1.blogspot.it/2009/12/planet-parkour.html



Il Parkour è l'arte di superare qualsiasi tipo di ostacolo, è un sistema di allenamento antico come l'uomo ed adattato agli spazi cittadini che si può rissumere con il semplice concetto di "muoversi da un punto all'altro nella maniera più rapida, sicura ed economica possibile, utilizzando tutte le capacità del corpo umano".
La bellezza che ricerchiamo è espressa nell'essenzialità di ogni gesto.
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SESSO E ZODIACO

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Ma la bici è ingombrante




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Fino ad oggi ho sempre usato la Mountain Bike nei parchi con il mio cane, ed in città al posto della macchina.

Ma la bici è ingombrante e difficile da trasportare, poi...a Roma è facile che la rubino!

Per questo stavo cercando dei pattini da usare per gli spostamenti ma anche off-road, quando vado a fare le escursioni con il mio cane.

L'idea sarebbe di prendere gli Skike
hanno un ottimo sistema di frenata, e mi sembrano buoni per l'off-road. Inoltre si possono usare con le proprie scarpe!

Il mio dubbio è: sono troppo faticosi rispetto ai classici rollerblade?
Li posso usare senza problemi come dei roller in città e nello sterrato? O servono per forze le racchette da skiroll?

Insomma non vorrei spendere 200€ a vuoto! 


ki lo desidera puo' lasciare un consiglio , grazie .

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FIRMA LA PETIZIONE : e degli utenti muniti di pattini a rotelle o di tavole a spinta




To: IX Commissione Trasporti
OGGETTO: Proposta di legge n. 2148 del 3 febbraio 2009.

Al Presidente della IX Commissione Trasporti
dr. Valducci Mario

In riferimento alla proposta di legge presentata dal deputato Sabatino Aracu, relativa alla modifica del vigente Codice della Strada (Art. 1. 1. All’articolo 3, comma 1, numero 39), del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, sono aggiunge, in fine, le seguenti parole: « e degli utenti muniti di pattini a rotelle o di tavole a spinta ».
2. Dopo il comma 9 dell’articolo 190 del citato codice di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, è inserito il seguente: « 9-bis. La circolazione con pattini a rotelle o con tavole a spinta è consentita sulle piste ciclabili e nelle altre aree urbane individuate nei piani urbani del traffico, con l’obbligo di osservare il comportamento prescritto per i pedoni ».) con la presente si segnala quanto segue.

In Italia esiste il PPUG, movimento che raccoglie numerose associazioni di pattinaggio con finalità amatoriali e promozionali in tutto il territorio italiano e con valori legati alla tutela dell'ambiente, alla sana aggregazione e alla valorizzazione del patrimonio culturale nazionale – favorisce da tempo l'utilizzo di piste ciclabili anche da parte di pattinatori, secondo un codice di comportamento, condiviso dai vari gruppi, rispettoso degli altri fruitori degli spazi. Il PPUG è l'unica realtà italiana amatoriale con una forte organizzazione e in grado di raggiungere migliaia di pattinatori.

Il PPUG, nei vari contesti locali, promuove più possibile le attività in relazione con reti istituzionali, al fine di far conoscere la propria realtà.

Nella consapevolezza che oggi in Italia - a differenza di quanto avviene in diversi altri paesi europei - pattinare al di fuori di spazi a ciò deputati è vietato, il PPUG cerca di mettere in atto con costanza azioni che contribuiscano alla modifica del Codice della Strada, almeno per quanto riguarda l'uso delle piste ciclabili, dove esercitare questo sport è più sicuro. Il PPUG ritiene che l'utilizzo dei pattini sia paragonabile a quello delle biciclette in termini di sicurezza e fruizione di spazi naturali.

Per quanto espresso, il sottoscritto sostiene l'attività del PPUG, appoggia pienamente la proposta di legge del deputato Sabatino Aracu e chiede a codesta spettabile IX Commissione di esprimere parere favorevole per una rapida approvazione in Parlamento.
11 aprile 2009


www.pattininews.it
redazione@pattininews.it

info sul PPUG:
http://www.pattininews.it/summa/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=1055

Sincerely,


LINK ----> http://www.pattininews.it/summa/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=1838 .



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Pattinare con i rollerblade ........



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Pattinare con i rollerblade e mantenersi in forma

Con i pattini in linea si può tonificare la muscolatura, consumare molte calorie e migliorare il benessere psicofisico, divertendosi all’aria aperta o in pista di pattinaggio.

I rollerblade non rappresentano soltanto un modo per divertirsi o spostarsi comodamente da un posto all’altro. Sono anche un ottimo strumento di fitness per potenziare l’equilibrio, la coordinazione e la muscolatura; di apportare benefici all’apparato cardiocircolatorio; di bruciare calorie e grassi in eccesso; di ridurre lo stress psichico.

Con i roller ai piedi si può pattinare in città (meglio nelle aree pedonali chiuse al traffico), nei percorsi cementati dei parchi, sul lungomare e ovunque la pavimentazione urbana sia liscia. Aria aperta e relax, quindi!

Detto in-line skating, da cui ha origine l’espressione italiana pattinaggio in linea, la tecnica di base per pattinare con i roller è prossima a quella del pattinaggio su ghiaccio. Poiché le ruote su strada o su pista provocano maggiore attrito delle lame dei pattini sul ghiaccio, la velocità raggiungibile con i rollerblade ai piedi è inferiore.

Similmente a quanto si può praticare con i pattini del pattinaggio artistico, caratterizzati da quattro ruote disposte a coppia per ogni pattino, con i roller si ha una migliore manovrabilità e si possono eseguire tecniche avvincenti come speed slalom e style. Del resto i rollerblade sono utilizzati da chi pratica hockey su ghiaccio e vuole mantenersi in allenamento quando non è possibile accedere alla pista con superficie di ghiaccio.

Oltre al pattinaggio di velocità in linea e il pattinaggio freestyle (slalom tra coni), non mancano varianti spericolate come il pattinaggio aggressive (pattinaggio urbano praticato su rampe e gradini) e il freeskate (pattinaggio urbano tradizionale con ostacoli tipici del pattinaggio aggressive).

Pattinare con i rollerblade costituisce una pratica estremamente efficace per tonificare i muscoli di gambe e glutei in particolare, ma anche quelli di dorso e braccia perché coinvolti nella fase di slancio durante la scivolata.

Per allenare in modo più mirato determinate fasce muscolari, è sufficiente modificare leggermente i propri movimenti: se volete rinforzare i quadricipiti, scivolate a lungo prima su un piede e poi sull’altro; se invece vi interessa soprattutto rassodare i glutei, tenete le gambe flesse come se pattinaste stando quasi seduti.

Se vi proponete l’obiettivo di dimagrire, dovete lavorare sulla resistenza e dunque protrarre le vostre pattinate per qualche decina di minuti. Come è noto, durante i primi 10-15 minuti di attività fisica il corpo ricorre alle riserve di zuccheri per sostenere il lavoro dei muscoli, ma nei minuti successivi le riserve vanno esaurendosi e si iniziano a consumare i grassi di deposito.
Per favorire l’eliminazione del tessuto adiposo in eccesso, pattinate tenendo un ritmo non troppo sostenuto e cercate di prolungare lo sforzo per il maggior tempo possibile.
Per ogni ora di pattinaggio in linea con tecniche moderate si bruciano circa 500 calorie.

Pattinare sui rollerblade vuol dire muoversi di continuo in una situazione di equilibrio precario ed è per questo motivo che l’in-line skating perfeziona le doti di agilità e coordinazione.
La ricerca continua di stabilità rappresenta anche un ottimo esercizio per i muscoli del core, ossia le fasce muscolari centrali del corpo (muscoli addominali, lombari e pelvici).

Prima di salire sui roller, è opportuno effettuare un buon riscaldamento e qualche minuto di stretching per le gambe.

E ricordate di indossare sempre casco, ginocchiere, gomitiere e parapolsi per pattinare sui rollerblade con la massima sicurezza.

Per terminare ecco una curiosità che non tutti sanno. Il nome con cui sono largamente conosciuti i pattini in linea è appunto rollerblade, parola che deriva dal nome dell'azienda più nota che li produce. Che, a dispetto di quanto possa sembrare, non è americana ma italiana (benché gli stabilimenti di produzione sono dislocati negli Stati Uniti).
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Stop ai pattinatori della sera




Stop ai pattinatori della sera
All'Arsenale arrivano i vigili

DIVIETI. Blitz dei vigili urbani l'altra sera per impedire il tradizionale svolgimento della passeggiata lungo le vie della città di un folto gruppo di appassionati dei roller. Al Comando di Via del Pontiere sono giunte diverse segnalazioni per comportamenti pericolosi e contrari al Codice della strada

Verona. «Non dovete assolutamente partire». E' stato perentorio l'ordine che la pattuglia dei vigili ha impartito l'altra sera, sul piazzale dell'Arsenale, ai numerosi pattinatori che si erano dati appuntamento per trascorrere la solita serata, in un gustoso mix di sport e divertimento. E così, il blitz della municipale, dopo i contatti che c'erano stati da un mese per sospendere la passeggiata sui roller, ha impedito a una sessantina di pattinatori di partecipare alla consueta escursione del martedì lungo le vie della città.
Dal Comune si fa sapere che al comando di via del Pontiere erano giunte negli ultimi tempi diverse segnalazioni da parte di cittadini, che evidenziavano comportamenti ritenuti pericolosi, che sarebbero stati messi in atto da alcuni partecipanti alla manifestazione. Quello che è accaduto è presto detto: grazie anche al tam-tam di «faccia-libro», molti appassionati di pattinaggio su rotelle provenienti addirittura dalle province di Vicenza, Brescia, Modena e Rovigo, al martedì si ritrova lungo le strade del centro cittadino. Il gruppone si è via via infittito, diventando sempre più numeroso. Ultimamente si è trasformato in un vero e proprio corteo, superando talvolta le 150 unità.
Il Comune parla di un serio pericolo per la viabilità. Le segnalazioni riferite dalla polizia municipale parlano di pattinatori che spesso passano con il semaforo rosso, invadono marciapiedi, percorrono contromano strade molto trafficate, mettendo a repentaglio l'incolumità propria e degli altri utenti della strada, che si vedono costretti a dribblarli proprio per evitare incidenti. In alcuni casi, secondo i vigili, si sono anche create situazioni di pericolo dovute a pattinatori poco esperti, che provocavano rallentamenti alla circolazione stradale.
Già a fine luglio il gruppo era stato invitato dalla polizia municipale a trovarsi un altro passatempo. Il Codice della strada (articolo 190) fa espresso divieto di utilizzare pattini sulla carreggiata stradale, così come negli spazi riservati ai pedoni. L'invito, a quanto pare è caduto nel vuoto. Nelle ultime due settimane che hanno preceduto il blitz non è cambiato nulla e al comando erano fioccate le richieste di intervento, con automobilisti e motociclisti, a quanto pare, infuriati per l'intralcio alla circolazione e per alcune pericolose manovre effettuate dai pattinatori.
L'intervento preventivo di ieri sera, secondo quanto si è potuto apprendere, si è svolto nella massima tranquillità. Qualche pattinatrice se la sarebbe addirittura presa con gli appassionati più indisciplinati e così la serata è filata via con una lezione di Codice della strada. E i pattinatori, tra loro c'erano anche famiglie con bambini, alla fine hanno deciso di tornare a casa.
Nei prossimi giorni il gruppo di pattinatori chiederà un incontro con l'assessore allo sport, per dare una risposta a quello che è diventato un vero e proprio fenomeno. Codice della strada permettendo.


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giunto in bici a Mesagne





E’ giunto in bici a Mesagne, spagnolo cittadino del mondo



Lui si che ha capito come va vissuta la vita. Josè Ignacio Leguina, 42 anni, spagnolo di Bilbao ma residente a Madrid, è cittadino del mondo che da dieci anni sta girando in bicicletta. Ha già toccato tutti i continenti. Ieri è arrivato in Italia a Brindisi, proveniente da Salonicco, via Corfù. Un giorno di sosta e oggi proseguirà per Tropea, in Calabria dove lo attende un altro amico di un sito internet internazionale di amici della bicicletta. Poi toccherà le tre maggiori isole del mar Tirreno: Sicilia, Sardegna e Corsica per ritornarsene in Spagna. “Mamma Cristina mi aspetta a Benidorm dove vive per sei mesi all’anno perché a Bilbao d’inverno fa molto freddo”.
Viaggia su una bicicletta particolare che lui stesso ha modificato ed adattato alle sue esigenze. Pedala steso, non usa le mani per guidare, e fa lavorare solo le gambe per stancarsi di meno. “Quando pedalo mi “gusto” il paesaggio”, dice con un sorriso furbesco e in lingua italo-spagnola. Ha iniziato il tour dieci anni fa e non si è mai pentito perché ha conosciuto costumi, religioni, lingue, usanze di tutto il mondo. Infatti non c’è continente che non abbia toccato.
A Mesagne ieri è stato ospite di un giovane farmacista, Ermes De Mauro, appassionato anche lui di bicicletta e visitatore del sito www.hospitalityclub.org dove ha letto la richiesta di asilo temporaneo di Josè. “Sono a Salonicco e lunedì 21 dicembre sbarcherò a Brindisi proveniente da Corfù. C’è qualcuno disposto ad ospitarmi per un notte prima che mi rimetta in viaggio per Tropea”? Ermes non si è lasciato sfuggire l’appello e ieri lo ha atteso al porto di Brindisi. “Ero curioso di conoscere quest’uomo che gira il mondo in bicicletta. Volevo parlargli, informarmi, sapere cosa può spingere una persona a fare un scelta di vita così particolare”, dice. E lo ha portato a casa dove è stato suo ospite per una notte. A pranzo Josè ha raccontato tra lo spagnolo, l’inglese ed un pò di italiano che lo scorso 5 maggio era stato in Cina, che ha viaggiato con una ragazza americana fino alla Turchia e che ha proseguito da solo dopo che la ragazza aveva preferito seguire un altro loro collega tedesco.



L’avventura di Josè dura da dieci anni, da quando nel 1999 in India incontrò altri appassionati di bicicletta in giro per il mondo. E decise di cambiare vita. E’ arrivato in Africa dove, in Sudan, ha lavorato come guida per tour in bicicletta e con una ditta che lavora per pozzi di acqua; poi in Sud America (Argentina, Cile, Bolivia, Colombia, ecc.), in Nuova Zelanda, in Giappone. E arrivato sino al Canada, a Vancouver, dove è rimasto per due anni ed ha lavorato come muratore. Non vuole contributi né sponsor: vuole essere libero, non avere obblighi, vivere a contatto con la natura. Il resto non conta. Tante peripezie, tante esperienze, tanta gente diversa. Conosce bene due lingue, inglese, francese e un po’ di italiano. Ha tante storie da raccontare e migliaia di foto da mostrare che ha raccolto nel suo sito internet www.bicicletos.org. E quando non trova ospitalità? “Non mi perdo d’animo. Basta una tenda ed cucina da campo”. Durante la stagione invernale pedala per cento chilometri al giorno paragonabili ad un giorno in auto, in estate arriva a percorrere sino al 130 chilometri. A Corfù, ultima tappa prima di arrivare in Italia, è stato cinque giorni con un gruppo di cinque amici spagnoli. Ha respirato un po’ di aria di casa. Ma non ha avuto nostalgia. E l’altro ieri, tranquillo, ha ripreso a girare il mondo per raggiungere Brindisi, l’Italia per poi avvicinarsi alla Spagna dove conta di arrivare per Pasqua. E sarà la fine della sua lunga tappa. “Metterò la bicicletta in cantina e conto di lavorare per organizzare tour in bicicletta dove l’uomo è lontano dalle frenesie del mondo di oggi e si vive a contatto con la natura”.

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7 Regole "da indossare" per un inverno in bicicletta ...





Gli inverni in Italia, soprattutto al Sud, non sono poi così rigidi rispetto al resto dell'Europa dove la bicicletta è usata tutto l'anno. Dunque, perché farci scoraggiare dal freddo e lasciare a casa la nostra fedele compagna?

Per continuare a fare della bici il nostro principale mezzo di trasporto anche nei mesi invernali, un trucco è quello di indossare l'abbigliamento adatto per sentirsi a proprio agio e liberi sulla strada come se andassimo a piedi. Anche se le poche piste ciclabili non sono sempre nelle condizioni migliori per facilitare i nostri percorsi quotidiani, di seguito qualche consiglio per affrontare l'inverno da veri bikers!


1. Non fa freddo!

Andare in bicicletta è come fare qualsiasi altro esercizio sportivo quindi il corpo tende a riscaldarsi. La regola è: vestire come se fuori fossero 20 gradi!

2. Rigorosamente...indossare il casco
Essenziale sia d'inverno che d'estate per proteggersi da cadute ma anche semplicemente da freddo e pioggia nei giorni più rigidi. E per le ragazze che vogliono osare, potreste sbizzarrirvi con caschi dallo stile estremamente fashion, addirittura leopardati o con trame scozzesi come quelli della nuova collezione di ridingpretty design. Mentre per chi vuole puntare su articoli più tecnici potete scegliere tra i i vari brand proposti da Campor. Successivamente per coprirne i fori di ventilazione, essenziale per il periodo estivo, potreste utilizzare le cover casco.

3. E sotto il casco: passamontagna o scaldacollo
I rivestimenti per i caschi sono abbastanza efficaci il problema è che lasciano scoperte le orecchie, quindi indossare un passamontagna o addirittura un facemask sotto vi aiuterà a rimanere caldi e proteggervi contro il vento. In alternativa in giornate meno fredde potreste scegliere un scaldacollo, comodo da indossare e nel caso ce ne sia bisogno vi coprirà bocca e orecchie basta tirarlo su stile rapinatore. Evitate Foulard e sciarpe sono facili da perdere o addirittura potreste rischiare di impigliarli nei raggi.

4. Indossare un paio di guanti di aragosta:

Chiamati così non perché siano rossi, ma perché sono simili ad artigli, divisi in due. Un felice compromesso tra le muffole e i guanti, danno un maggiore controllo del manubrio. In tessuto tecnico e adatti a chi preferisce qualcosa di più professionale sono quelli che potrete trovare su Nashbar, sito specializzato in abbigliamento per ciclismo, o anche quelli della Peal Izumi in tessuto Microsensor® termico, traspirante e catarifrangente.

5. Proteggete i vostri occhi
Con neve o semplicemente nevischio, qualcosa potrebbe volare nel vostro occhio magari mentre vi state preparando a girare ad un incrocio sia d'inverno che d'estate, ma cosa c'è peggio di essere accecati in una buia giornata di novembre?. La soluzione è indossare occhiali con lenti chiare piccoli poco ingombranti e soprattutto con stringa antiscivolo!


6. Proteggete le estremità
Magari il corpo è caldo ma nella maggior parte dei casi i piedi essendo più esposti al vento tendono ad essere molto più freddi. La miglior cosa da fare è quella di indossare due paia di calzini e nei giorni di freddo intenso collant meglio ancora se termici. Mentre per chi vuole osare con qualcosa di ancora più innovativo, i collant prodotti in Polartec, tessuto simile al pile ma molto più caldo e soprattutto eco-friendly, garantiscono un ottima traspirazione.

7. Indumenti catarifrangenti
Indossare indumenti che riflettono le luci è più che un dovere, sia in inverno che nelle serate estive, visto la quasi inesistenza delle piste ciclabili nelle nostre città e la necessità di condivider le corsia con automobili, autobus, motorini ecc...

Ed infine per chi non sapesse dove tenere al caldo e al riparo dalla pioggia il suo, Notebook, telefonino o il suo affezionatissimo iPhone ecco la soluzione: la Polipobag. Prodotte artigianalmente, Made in Italy, da portare a tracolla, da attaccare al manubrio o addirittura ai vostri polpacci in diverse taglie e colori rigorosamente unisex!

Anche se arrivate sudati con il casco in mano e vi aspetta la fatica di togliervi tutti i doppi indumenti indossati, siate sicuri ed orgogliosi di voi e magari provate a fare qualche battuta ai vostri amici/colleghi informandovi quante ore hanno passato seduti nelle loro comode auto intrappolati nel traffico! Inoltre per scambiarsi consigli e rimanere sempre informati sul mondo dei bikers date un occhiate alla rivista indipendente Copenhagenize in cui il motto è "bici non è solo sport ma anche e soprattutto trasporto!". Anche d'inverno!

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05/01/10

Pocket Bike

Pocket Bike!

Non sopportate i mezzi pubblici sempre affollati e in ritardo? Non avete un motorino per sfrecciare tra le chilometriche code ai semafori delle 7.30? E’ arrivato il momento di risolvere questa situazione estenuante, non se ne può più!
Avete mai pensato alla bicicletta “tascabile”??? Ma si dai! Quelle biciclettine con le ruotine piccole che si piegano e diventano grandi come una ventiquattrore! Comode, facili da trasportare e, checchè se ne dica, anche super trendy!
Le marche storiche di questo mercato sono la Brompton e la Montague ma, dato il successo di questi bicicli, sono nati dei modelli davvero originali! Basti guardare le foto qua sotto con i modelli Locust e Lego..





La prima, una volta ripiegata, sta in piedi su un pedale mentre la seconda si ripiega completamente lungo la circonferenza di una ruota!!!
Hai voluto la bicicletta? E adesso… ripiegala! .


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