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30/09/21

Morisi


È stato l'ombra del vento di burrasca, la fionda, la catapulta per la pioggia di pietre che cadeva con mira da cecchino, parimenti copriva di fango l'intero paese

Luca Morisi 48 anni, mantovano. 
È stato l'ombra del vento di burrasca, la fionda, la catapulta per la pioggia di pietre che cadeva con mira da cecchino, parimenti copriva di fango l'intero paese, sporcando tutto ciò che toccava, inquinando e incattivendo, un festival di bestialità contagioso, odio che si rincorre, rivoli di bava, logica di guerra, amico-nemico, uso e abuso di apparato social con la complicità dei mezzi d'informazione pubblici e privati, giornalisti zerbini, sdraiati ai piedi di un'onnipotenza stracciona, tritando la vita altrui con vivisezione senza scrupoli di anestesia, macelleria, campionario d'insulti, strategia che alimenta la sete di potere, l'ansia d'onnipotenza. 

È stato l'ombra del vento di burrasca, la fionda, la catapulta per la pioggia di pietre che cadeva con mira da cecchino, parimenti copriva di fango l'intero paese



Tutto faceva brodo per dissetare la sete della bestia, un bestialismo in sé che ha esondato in un bestialismo in noi, parafrasando Gaber. Dietro la salamella, i rosari, la Madonna, il cappuccino e il crocifisso, c'era la mente "morigerata", castigata e diabolica di Morisi, osannato, perfino dagli avversari, per la sua ingegnosa capacità di comunicazione, che accarezzava gl'istinti peggiori, esaltando le paure legittime, sacrificando ogni principio d'umanità al servizio del suo datore di lavoro. Il tutto ammantato da un'ipocrisia con profumo a sterco, una vomitevole doppia morale.


È stato l'ombra del vento di burrasca, la fionda, la catapulta per la pioggia di pietre che cadeva con mira da cecchino, parimenti copriva di fango l'intero paese

Ma, qui lo dico e qui lo firmo, non m'importa niente del suo vissuto, sempre che le sue fragilità o le sue frequentazioni, quando bivaccava al Ministero degli interni, non abbiano messo in pericolo informazioni sensibili, non m'importa sbirciare dal buco della serratura, la debolezza della carne, i vizi e i piaceri privati, se non c'è materia di reato, concerne a ciascuno di noi. Ci saranno fascicoli illustrati, si racconteranno a puntate gli anfratti e i dettagli pecorecci di notti "proibite". Forse sbaglio ma, puntare lo sguardo sul morbo, è un modo per distoglierlo dal resto, da tutti i danni provocati in questi anni dall'inciviltà, dalla disumanità della loro becera propaganda razzista, omofoba, xenofoba e, tutto ciò, sta fuori dalla cascina a luci rosse in Belfiore.

28/09/21

Salvini Capitano della Bestia Drogato e Gay


Salvini Capitano della Bestia Drogato e Gay


 La vicenda riguardante Luca Morisi è grave non tanto da un punto di vista giudiziario (tutto da verificare), ma da quello etico e politico. Il trionfo dell’ipocrisia. È un po’ lungo, ma leggete bene.
Notte tra il 13 e il 14 agosto 2021. Cascinale di Belfiore, di proprietà di Morisi. Il guru della Bestia salviniana è nella sua mansarda in compagnia di un 50enne. Lo raggiungono due ragazzi: sono di nazionalità rumena, hanno circa 20 anni e vivono fuori dalla provincia di Verona. Pare che Morisi li abbia scoperti e contattati in Rete. I quattro restano in casa per almeno dodici ore. “Un festino, probabilmente. Almeno a mettere insieme i racconti dei vicini, che hanno riferito di rumori per tutta la notte” (Il Fatto). Seconda una di queste vicine, peraltro, i rumeni sarebbero rimasti non 12 ore ma 2 giorni, durante i quali la vicina ha sentito “rumori” di continuo.
Quando i due rumeni vanno via vengono fermati dai carabinieri per un “controllo di routine”, o forse perché sono attenzionati (loro o Morisi?) da un po’. Nella loro auto viene ritrovato un flacone: i due ammettono subito di fronte ai militari dell’Arma che è “Ghb”, la cosiddetta “droga dello stupro”. I due - scrive Repubblica - dicono di averla avuta “gratuitamente” da Luca Morisi, ora indagato per cessione di stupefacenti. Dicono il vero? Mentono?
Scatta la perquisizione nel cascinale. Dentro l’abitazione di Morisi vengono ritrovati 2 grammi circa di cocaina, non occultati. Il possesso di quella modica quantità è un semplice illecito amministrativo, ma il racconto dei due rumeni fa partire l’inchiesta della procura di Verona. Dopo 40 giorni di silenzio, il caso esplode e travolge Morisi e - di carambola - pure Salvini.
Questa vicenda pone alcuni interrogativi non tanto giudiziari (non mi interessano),
 ma politici, etici e morali.
1) Salvini conosce Morisi nel 2012. Per nove anni lo ha visto tutti i giorni. Senza Morisi non si muoveva una foglia. Era potentissimo e presentissimo dentro la Lega e nel cerchio magico salviniano. È certo possibile che Salvini non si sia accorto di nulla in nove anni, ma è anche un po’ strano.
2). Dal racconto dei vicini, dalle ricostruzioni dei quotidiani e dalle deduzioni della Procura, il quadro che emerge è che Morisi abbia organizzato un festino con tre uomini nella sua mansarda, facendo uso di droghe e chiamando due ragazzi ventenni rumeni che non aveva mai visto prima. Quindi: contesto gay (Pillon ha detto che “lo sapevano tutti”), uso di droga (Pillon ha detto che “lo sapevano tutti”) e presenza di “stranieri”. Ovvero tre dei bersagli più mitragliati per anni da Salvini e Morisi.
Ovviamente Morisi può vivere il suo privato come vuole. Ci mancherebbe altro. Ma il punto infatti non è questo. Il punto non è privato o giuridico, ma etico e politico.
Quanto è smisuratamente e incredibilmente ipocrita la Lega salviniana?

Salvini Capitano della Bestia Drogato e Gay


Il guru della comunicazione di Salvini. Il “genio della Bestia” salviniana. Quello che, indubbiamente qualificato e dotato nel suo ruolo, ha fatto crescere i consensi social (e non solo) di Salvini, pubblicando di tutto e spalando sterco su coloro che osavano opporsi al leader della Lega.
Era Morisi, con uno staff di fedelissimi, a colpire gli avversari sotto la cintura. Ascoltava la pancia del paese e manganellava. Sangue social ovunque. I migranti, la Boldrini, Carola Rackete. Conte, Bersani, il sottoscritto. Qualche mese fa furono anche i profili della Lega di Salvini, per dirne una, a veicolare la fake news secondo la quale avrei augurato “di morire come mosche” a chi non voleva regole e mascherine (MAI detto, scritto o pensato. MAI). Immagino che pure quella sia stata una trovata sua.
Morisi e il suo staff hanno distrutto, o provato a distruggere, tutti coloro che si opponevano a Salvini. In ogni modo mediatico, con ogni mezzo comunicativo.


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Salvini Piange al Citofono

Salvini Piange al Citofono


Morisi, regista della "Bestia" di Salvini, inciampa in una brutta storia di droga. E la realtà più amara irrompe nel recinto della propaganda
Luca Morisi, il potente e luciferino regista della macchina della propaganda leghista, l’uomo-chiave del successo social di Matteo Salvini e della sua Bestia, è inciampato in una brutta storia di droga. Saranno ovviamente gli accertamenti della giustizia penale a dire se ha commesso reati. Morisi nei giorni scorsi si era dimesso da tutti gli incarichi nella Lega e oggi, nel momento in cui scoppia lo scandalo, chiede scusa a tutti per quella che ha definito una “caduta” causata da irrisolte fragilità esistenziali. Potremmo fermarci qua, alla nuda cronaca: sarebbe una vicenda
 come tante se non fosse per il calibro del protagonista.  
Ma in questo caso non possiamo fermarci alla cronaca perché questa vicenda riguarda anche lui, il padrone della Bestia, Matteo Salvini, quella sorta di “ministro del Temporale” che ci ha educati ai riti di una giustizia feroce, sommaria, in diretta Facebook, senza difesa, senza appello, senza pietà, capace di trasformare un citofono in un tribunale “fai da te”, capace di irrogare pene estreme con quella invocazione quasi biblica: “sbattetelo in cella e buttate le chiavi”. 
Dirà così anche questa volta? E come riuscirà a collocarlo nella sua narrazione criminologica? Qua non ci sono centri sociali, case occupate e neppure Ong.
Anche se dovesse in questo caso usare parole inusuali nel suo vocabolario, se dovesse usare prudenza in attesa degli esiti investigativi, non dovrebbe a maggior ragione dar conto di tutta la disumanità greve e molesta con cui in questi anni ha avvelenato la vita pubblica? 
Da qui non si può sfuggire: quanto male hanno fatto le sue parole sparate come proiettili, quanti risentimenti e frustrazioni hanno solleticato nel basso ventre di un’Italia sofferente e spaventata?
Il politico-giustiziere è l’icona di una democrazia malata, con il suo magistero si fonda la giurisdizione dell’odio e il sentimento della giustizia muta in istigazione alla vendetta. E con la scelta dei target su cui si accanisce (innanzitutto migranti e profughi, e in generale coi ‘diversi’, diversi secondo la sua ontologia) rivela la sua natura: autoritaria, classista, xenofoba.
Quando interpreti il mondo secondo semplificazioni sguaiate capita sempre che la realtà, la più amara, irrompa nel recinto della propaganda. 

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Lega di Gay a Mykonos ed in Parlamento

Lega di Gay a Mykonos ed in Parlamento



Mi era sfuggita la storia dei ventenni rumeni 
conosciuti online ed invitati ai suoi "festini".
Certo che sembrerebbe non mancare proprio nulla.
La droga, il sesso omosessuale , gli immigrati. 
Praticamente tutto l'immaginario contro il quale si scagliava in pubblico, 
era presente e condiviso nel suo privato. 
Negli Stati Uniti ci potrebbero fare dei libri da quanti oltranzisti della morale repubblicani vengono beccati a fare di notte quello che combattono di giorno. 
Che vita di merda però. Mettersi una maschera addosso perché così fai carriera, e ritagliarti briciole di te stesso quando pensi che nessuno ti veda.


il problema non è se Morisi usi stupefacenti (sono affari suoi) o spacci
 (spetta agli inquirenti stabilirlo).
Il problema è che per cinque anni la “Bestia” di Morisi, attraverso i social di Salvini 
e della Lega, ha contribuito a intossicare sistematicamente il Paese convincendo 
milioni di persone che:
“La droga è mer**” (ma solo se sei povero ed emarginato).
“Gli spacciatori sono assassini e clandestini che devono marcire in galera” (ma 
non le mafie italianissime che li foraggiano).
Ha abbassato il livello del dibattito sulle droghe a uno scontro tra buoni e cattivi, tra 
brave persone e “tossici” (mentre di nascosto la teneva in casa).
Ha accusato un incensurato di origini tunisine di spaccio su soffiata di una vicina 
di casa processandolo e condannandolo via citofono in diretta social (salvo poi 
pretendere garantismo per se stessi).
Nessuno della Lega si è mai chiesto quali “fragilità esistenziali irrisolte” avesse, 
quali drammi (veri), quale condizione di povertà (assoluta) spinga un qualunque 
migrante a spacciare - sbagliando - nelle mani della criminalità organizzata, per 
pochi euro e un tozzo di pane.
Nessuno sta dando a Morisi del criminale o dello spacciatore e, per quanto mi 
riguarda, è innocente fino al terzo grado di giudizio. Come chiunque altro.
Perché noi non siamo e non saremo mai come loro.
Solo, se fossi sotto casa di Morisi in questo momento, gli citofonerei per 
chiedergli cosa si prova, per una volta, ad essere dall’altra parte del filo, ad 
essere additati, massacrati come per anni ha fatto con chiunque, 
se ne valeva la pena.
Perché gli errori si fanno (e, nel caso, si pagano), ma la vostra schifosa ipocrisia 
non si cancella. E la stiamo pagando ancora tutti quanti.

Morisi : Droga ,  Sesso Omosessuale ed immigrati


Le avete lette le parole di Pillon al Foglio?
“La droga e i festini? Non mi stupiscono, (Morisi) non mi è mai piaciuto. Matteo si circonda di persone sbagliate. (La vicenda Morisi) non mi stupisce, viste le note attitudini del personaggio. La giustizia divina ha fatto il suo corso. A me questo Morisi non è mai piaciuto. Mai. Poi mi ha sempre fatto la guerra, ora capisco tante cose”.
“Adesso capisco quando a Verona, al congresso mondiale della famiglia, Morisi si mise di traverso. Non voleva che Matteo vi partecipasse, diceva che era divisivo, poco conveniente politicamente”.
“Luca decideva tutto: diceva chi andava in televisione e chi no. Sceglieva i contenuti. Non mi mandava mai in tv, ma io ho i miei canali (...) Per me è una  brutta notizia per l’uomo e pregherò per lui nonostante la guerra che mi ha sempre fatto, ma magari è una bella notizia per la Lega”.
“(Sui gay presenti nella Lega) Sta parlando della corrente Mykonos ( isoletta della Grecia dove si Pratica il Nudismo Prevalente Gay )? Sono i gay del mio partito. Li conosco tutti. Tra Camera e Senato non bastano due mani per contarli. Niente di personale, ci mancherebbe.
 Ognuno vive come vuole. Basta saperlo. Questo sì”.
Pillon ha poi smentito parte del colloquio, forse perché qualcuno lo ha sgridato dall’alto. Queste parole dicono però due cose:
1) La Lega non è un partito: è una polveriera.
2) La Lega salviniana è il partito più ipocrita del mondo.

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Lega di Gay a Mykonos ed in Parlamento





Luca Morisi il Social Manager della Lega

Luca Morisi il Social Manager della Lega



Nessun Sentimento di Pietà od Empatia per l'uomo di nome LUCA MORISI. Lui è stato uno dei responsabili di una delle più spietate Macchine di Fango verso le Persone. Il suo lavoro era quello di Attaccare e Distruggere altri Esseri Umani esposti, come può fare solo un Vile Cecchino. 
Con il Suo Studio composto da 5/8 persone , davanti ad uno o più computer , Creando Profili Falsi che Retuittavano, News Fake su tutti i Canali Social Attuali : Twitter , Facebook , Instagram , You Tube e persino Tic Toc , Suggerendo a Salvini cosa Dire alle Tivù e Scrivere al Cellulare in base ad un Algoritmo che Tracciava le Parole Più Digitate nella Giornata e Riproducendo all' Infinito con Profili Falsi le Fake News Più Stuzzicanti e Favorevoli alla Lega.
Dal 2012 ha creato e costruito consensi attraverso le Bugie, trasformandoli in Odio da dare in pasto ai tanti Analfabeti Funzionali.
Non ha risparmiato nessuno: giornalisti, volontari, attivisti, artisti impegnati, omosessuali e soprattutto le persone in fuga.
Mentre donne, bambini e uomini cercavano salvezza da guerra e fame, torturati in luoghi atroci di detenzione o morivano per un sogno lui si arricchiva di abominevoli consensi e di denaro.
Quando il Ministro dell' interno era Salvini ( la Bestia ) così chiamata dai colleghi legaioli lo Studio di Morisi è Costata allo Stato 900 mila euro per la durata del suo Ministero
 poi finito con un "paio" di Mojto .

Luca Morisi il Social Manager della Lega



Luca Morisi Indagato per Cessione e Possesso di Droga .
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Negli Stati Uniti ci potrebbero fare dei libri da quanti oltranzisti 
della morale repubblicani vengono beccati a fare di notte quello che combattono di giorno. 
Che vita di merda però. Mettersi una maschera addosso perché così fai carriera,
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Morisi : Droga , Sesso Omosessuale ed immigrati

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il problema non è se Morisi usi stupefacenti (sono affari suoi) o spacci
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Il problema è che per cinque anni la “Bestia” di Morisi, attraverso i social di Salvini 
e della Lega, ha contribuito a intossicare sistematicamente il Paese convincendo 
milioni di persone che:
“La droga è mer**” (ma solo se sei povero ed emarginato).
“Gli spacciatori sono assassini e clandestini che devono marcire in galera” (ma 
non le mafie italianissime che li foraggiano).
Ha abbassato il livello del dibattito sulle droghe a uno scontro tra buoni e cattivi, tra 
brave persone e “tossici” (mentre di nascosto la teneva in casa).
Ha accusato un incensurato di origini tunisine di spaccio su soffiata di una vicina 
di casa processandolo e condannandolo via citofono in diretta social (salvo poi 
pretendere garantismo per se stessi).
Nessuno della Lega si è mai chiesto quali “fragilità esistenziali irrisolte” avesse, 
quali drammi (veri), quale condizione di povertà (assoluta) spinga un qualunque 
migrante a spacciare - sbagliando - nelle mani della criminalità organizzata, per 
pochi euro e un tozzo di pane.
Nessuno sta dando a Morisi del criminale o dello spacciatore e, per quanto mi 
riguarda, è innocente fino al terzo grado di giudizio. Come chiunque altro.
Perché noi non siamo e non saremo mai come loro.
Solo, se fossi sotto casa di Morisi in questo momento, gli citofonerei per 
chiedergli cosa si prova, per una volta, ad essere dall’altra parte del filo, ad 
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Morisi : Droga ,  Sesso Omosessuale ed immigrati


Le avete lette le parole di Pillon al Foglio?
“La droga e i festini? Non mi stupiscono, (Morisi) non mi è mai piaciuto. Matteo si circonda di persone sbagliate. (La vicenda Morisi) non mi stupisce, viste le note attitudini del personaggio. La giustizia divina ha fatto il suo corso. A me questo Morisi non è mai piaciuto. Mai. Poi mi ha sempre fatto la guerra, ora capisco tante cose”.
“Adesso capisco quando a Verona, al congresso mondiale della famiglia, Morisi si mise di traverso. Non voleva che Matteo vi partecipasse, diceva che era divisivo, poco conveniente politicamente”.
“Luca decideva tutto: diceva chi andava in televisione e chi no. Sceglieva i contenuti. Non mi mandava mai in tv, ma io ho i miei canali (...) Per me è una  brutta notizia per l’uomo e pregherò per lui nonostante la guerra che mi ha sempre fatto, ma magari è una bella notizia per la Lega”.
“(Sui gay presenti nella Lega) Sta parlando della corrente Mykonos ( isoletta della Grecia dove si Pratica il Nudismo Prevalente Gay )? Sono i gay del mio partito. Li conosco tutti. Tra Camera e Senato non bastano due mani per contarli. Niente di personale, ci mancherebbe.
 Ognuno vive come vuole. Basta saperlo. Questo sì”.
Pillon ha poi smentito parte del colloquio, forse perché qualcuno lo ha sgridato dall’alto. Queste parole dicono però due cose:
1) La Lega non è un partito: è una polveriera.
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27/09/21

La Bestia , come Funziona la Propaganda di Salvini

La Bestia: come funziona la propaganda di Salvini


Intervista a un ex hacker e spin doctor digitale,
 che ci parla della strategia comunicativa della Lega, dell’affaire Cambridge Analytica, 
del business dei falsi profili twitter, del Gdpr, Facebook e molto altro

La bestia, come funziona la propaganda di Salvini


Alessandro Orlowski è seduto a un tavolino di un bar di Barcellona. Nato a Parma nel 1967, vive in Spagna da 20 anni. Ex regista di spot e videoclip negli anni ’90 e grande appassionato di informatica, è stato uno dei primi e più influenti hacker italiani. Fin da prima dell’arrivo dei social network, ha lavorato sulle connessioni digitali tra gli individui, per sviluppare campagne virali. Negli anni ha condotto numerose campagne in Rete, come quella per denunciare l’evasione fiscale del Vaticano o i gruppi estremisti negli Stati Uniti e in Europa. Oggi fa lo spin doctor digitale: ha creato Water on Mars, startup di comunicazione digitale tra le più innovative, e guidato il team social risultato fondamentale per condurre il liberale Kuczynski alla presidenza del Perù. Ci accomodiamo, e cominciamo a parlare con lui di politica nel mondo digitale, per arrivare presto a Matteo Salvini e allo straordinario (e inquietante) lavoro che sta realizzando online.

La bestia, come funziona la propaganda di Salvini


Che evoluzione ha avuto negli anni il concetto di “rete social”?
Nasce nei primi anni ’80 con le BBS, le Bulletin Boards System, antesignane dei blog e delle chat. La prima rete sociale, però, è stata Friendster nel 2002, che raggiunse circa 3 milioni di utenti. A seguire l’amatissima (da parte mia) MySpace: narra una leggenda nerd che fu creata in 10 giorni di programmazione. Il primo a usare le reti social per fini elettorali è stato Barack Obama nel 2008.

Oggi in Italia chi è il politico che maneggia meglio questi strumenti?
In tal senso la Lega ha lavorato molto bene, durante l’ultima campagna elettorale. Ha creato un sistema che controlla le reti social di Salvini e analizza quali sono i post e i tweet che ottengono i migliori risultati, e che tipo di persone hanno interagito. In questo modo possono modificare la loro strategia attraverso la propaganda. Un esempio: pubblicano un post su Facebook in cui si parla di immigrazione, e il maggior numero di commenti è “i migranti ci tolgono il lavoro”? Il successivo post rafforzerà questa paura. I dirigenti leghisti hanno chiamato questo software La Bestia.

Politica nel mondo digitale, per arrivare presto a Matteo Salvini e allo straordinario e inquietante lavoro che sta realizzando online il Software La Bestia .

Quando nasce La Bestia?
Dalle mie informazioni nasce dal team di SistemaIntranet di Mantova, ossia dalla mente di Luca Morisi, socio di maggioranza dell’azienda, e Andrea Paganella. Morisi è lo spin doctor digital della Lega, di fatto il responsabile della comunicazione di Salvini. La Bestia è stata ideata a fine 2014, e finalizzata nel 2016. All’inizio si trattava di un semplice tool di monitoraggio e sentiment. Poi si è raffinato, con l’analisi dei post di Facebook e Twitter e la sinergia con la mailing list.



Come funziona l’analisi dei dati, su cui si basa la strategia?
Diciamo che a livello di dati non buttano via nulla: tutto viene analizzato per stabilire la strategia futura, assieme alla società di sondaggi SWG e a Voices From the Blogs (azienda di Big Data Analysis, ndr). I loro report, su tutti quelli del professore Enzo Risso, sono analizzati attentamente dal team della Lega, composto da Iva Garibaldi, Alessandro Panza, Giancarlo Giorgetti, Alessio Colzani, Armando Siri e altri.

Politica nel mondo digitale, per arrivare presto a Matteo Salvini e allo straordinario e inquietante lavoro che sta realizzando online il Software La Bestia .

La Bestia differenzia il suo operato a seconda dei social, 
per rendere immutata l’efficacia di Salvini in base allo strumento?
Per chi si occupa di marketing e propaganda online, è normale adattare la comunicazione ai differenti social. Twitter è l’ufficio stampa, e influenza maggiormente i giornalisti. Su Facebook ti puoi permettere un maggiore storytelling. È interessante vedere come, inserendo nelle mailing list i video di Facebook, la Lega crei una sinergia con la base poco attiva sui social: la raggiunge via mail, e aumenta così visualizzazioni e condivisioni.

Operano legalmente?
Camminano su un filo molto sottile. Il problema riguarda la gestione dei dati. Hanno creato, per esempio, un concorso che si chiama “Vinci Salvini” (poche settimane prima del voto, ndr). Ti dovevi registrare al gioco online e quanti più contenuti pubblicavi a tema Lega, maggiori erano le possibilità di incontrare Salvini. È stato un successo. Il problema è che non sappiamo come siano stati gestiti i dati. A chi venivano affidati? A Salvini? Alla Lega? A una società privata?

Politica nel mondo digitale, per arrivare presto a Matteo Salvini e allo straordinario e inquietante lavoro che sta realizzando online il Software La Bestia .

C’è qualche legame con lo scandalo Cambridge Analytica
 in questo utilizzo “disinvolto” dei dati personali?
Difficile rispondere. Circolano voci in merito all’apertura di una sede di Cambridge Analytica a Roma poco prima delle elezioni italiane, progetto abortito in seguito allo scandalo che ha coinvolto la società britannica. Un partito italiano, non si sa quale, avrebbe richiesto i suoi servizi. È noto che la Lega volesse parlare con Steve Bannon (figura chiave dell’alt-right americana, fondamentale nell’elezione di Donald Trump, ndr) in quel periodo, incontro poi avvenuto in seguito.

La destra – più o meno estrema – sta vincendo la battaglia della comunicazione digital? 
Si muovono meglio dei partiti tradizionali, che non sono riusciti a evolversi. Lo dimostra Bannon, e pure Salvini, che a 45 anni è un super millennial: ha vissuto il calcio balilla, la televisione, Space Invaders e le reti social.

Vedi analogie tra la strategia social di Donald Trump e quella di Salvini?
Salvini ha sempre guardato con attenzione a Trump. Entrambi fanno la cosa più semplice: trovare un nemico comune. E gli sta funzionando molto bene. Nel nuovo governo si sono suddivisi le responsabilità: al M5S è toccato il lavoro, con la forte macchina propagandistica gestita dalla Casaleggio Associati, alla Lega la sicurezza e l’orgoglio nazionale, gestiti da Morisi e amici.

Sta pagando, non c’è che dire.
La totale disinformazione e frotte di like su post propagandistici e falsi – per esempio l’annuncio della consegna di 12 motovedette alla Guardia costiera libica (a fine giugno, ndr) – portano a quello che si definisce vanity KPI: l’elettore rimane soddisfatto nel condividere post che hanno migliaia di like, e quindi affermano le loro convinzioni. Consiglio la lettura di The Thrill of Political Hating di Arthur Brooks.

Esiste una sorta di meme war all’italiana? 
Le meme war non esistono. Ci possono essere contenuti in forma di meme per denigrare i competitor e inquinare i motori di ricerca. Ricordiamoci anni fa, quando su Google scrivevi il cognome “Berlusconi” e il motore di ricerca ti suggeriva “mafioso”: fu un esempio di manipolazione dell’algoritmo di Google. Lo stesso sta succedendo in questi giorni: se scrivete la parola “idiot” e fate “ricerca immagini”, compaiono solo foto di Trump.

Come è stata finanziata l’attività delle reti social della Lega?
La Lega voleva creare una fondazione solo per ricevere i soldi delle donazioni, al fine di poter tenere in piedi le reti social senza passare per i conti in rosso del partito. Il partito è gravato da debiti e scandali finanziari (a luglio il tribunale di Genova ha confermato la richiesta di confisca di 49 milioni di euro dalle casse del partito, ndr). Le leggi italiane lasciano ampio margine: permettono di ricevere micro- donazioni, senza doverle rendere pubbliche. È una forma completamente legale. In ogni caso, potresti chiederlo direttamente a Luca Morisi (Morisi non ha risposto ai tentativi di contatto)

Hanno ricevuto finanziamenti dall’estero? 
Recentemente l’Espresso ha raccontato che alcune donazioni al partito provengono da associazioni come Italia-Russia e Lombardia- Russia, vicine alla Lega. D’altra parte, sono stati i russi a inventare il concetto di hybrid war. Il generale Gerasimov ha teorizzato che le guerre moderne non si devono combattere con le armi, ma con la propaganda e l’hacking.

Un sistema come La Bestia alimenta la creazione di notizie false?
Non direi che ci sia un rapporto diretto tra le due cose, ma sicuramente c’è un rapporto tra La Bestia e il bias dei post che pubblicano. Come ha spiegato lo psicologo e premio Nobel Daniel Kahneman, di fronte a una notizia online la nostra mente si avvale di metodi di giudizio molto rapidi che, grazie alla soddisfazione che dà trovare conferma nei nostri pregiudizi, spesso porta a risposte sbagliate e illogiche, ossia biased.

La Bestia: come funziona la propaganda di Salvini


Salvini lavora su questo bias?
Lo fa il suo team, e anche quello del M5S: amplificare notizie semi-veritiere, viralizzandole e facendole diventare cultura condivisa, che viene confermata sia dalla fonte considerata carismaticamente onesta e affidabile, sia dal numero di condivisioni che la rendono in quel modo difficilmente contestabile. Vai tu a convincere del contrario 18mila utenti che hanno condiviso un post di dubbia veridicità! Una delle figure chiave delle fake news della Lega è stato e forse ancora è il napoletano Marco Mignogna, che gestiva il sito di Noi con Salvini, oltre a una ventina di portali pro-Salvini, pro-M5S e pro-Putin (nel novembre 2017 si è occupato del caso il NYT, ndr).

Quanto di ciò che hai detto fin qui vale anche per il Movimento 5 Stelle?
Non c’è dubbio che dietro al M5S ci sia una buona azienda di marketing politico. La loro propaganda è più decentralizzata rispetto a quella della Lega, tutta controllata da Morisi. Creano piccole reti, appoggiandosi agli attivisti “grillini” e risparmiando così denaro. Non
pagano per rendere virali i post di Grillo o di Di Battista. Anche se oggi, con il M5S al governo, la strategia è in parte cambiata.

Quanto influisce l’attività di trolling sul dibattito politico?
Dipende dal contesto politico e dal Paese, in alcuni casi può essere molto violenta. Per creare account su Twitter esiste un software acquistabile online, che ti permette di generarne mille in tre ore, ognuno con foto e nome distinto. Parliamo di account verificati con un numero di cellulare: c’è un servizio russo che, per 10 centesimi, te ne fornisce uno appositamente. Con 300 o 400 euro puoi crearti in un pomeriggio un migliaio di account Twitter verificati. A quel punto puoi avviare un tweet bombing, cambiando la percezione di una notizia. È semplice e costa poco.

Ci sono conferme sull’esistenza di una rete di troll leghisti?
Non è facile rispondere, perché ci sono diverse tipologie di reti troll, organiche o artificiali. A volte distinguere le due senza tool specializzati è quasi impossibile. Per esempio, le reti di troll formate da persone reali spesso si auto-organizzano, sapendo benissimo che un utente singolo può avere due o più account social sullo stesso network. È normale vedere un utente pro-Lega o pro-M5S gestire anche cinque account con nomi diversi: cento persone in un gruppo segreto di Facebook o su un canale Telegram, con cinque account ciascuno, fanno 500 troll pronti ad attaccare, e scoraggiare utenti standard a un confronto politico.

Esistono quindi reti costruite ad hoc? 
Una di queste botnet è stata smantellata da un gruppo di hacker italiani sei mesi fa: era collegata a una società romana che gestiva una rete di 3mila account Twitter, collegati a un migliaio di account Facebook. Non mi stupirei se un team gestito da Morisi avesse automatizzato e controllasse qualche centinaio o migliaio di account. Qualcosa di simile era già nelle loro mani, con un sistema di tweet automatici su diversi account (documentato da diverse fonti giornalistiche lo scorso gennaio, ndr). L’unica pecca del loro team è la sicurezza informatica, come si è potuto notare dal leak delle informazioni del loro server, avvenuto all’inizio di quest’anno.

Cosa sappiamo sul “gonfiamento” dei numeri social di Salvini?
Abbiamo notato alcune discrepanze, ma in questo momento di grande successo mediatico di Salvini non sono più rilevanti. Abbiamo scoperto alcune botnet di Twitter nate contemporaneamente che, dopo pochi giorni e nello stesso momento, hanno seguito tutte l’account ufficiale di Salvini. La relazione con il suo account era il fatto che supportavano account di estrema destra in Europa, quindi attribuibili a persone vicine a Voice of Europe e gruppi simili, legati a Steve Bannon, come #Altright o #DefendEurope. La pratica di creare fake account è comune: solo pochi giorni fa Twitter ne ha cancellati alcuni milioni.

C’è un modo per riparare simili storture?
C’è poco da fare. In seguito allo scandalo Cambridge Analytica, Facebook ha colpito tutti, impedendo ai ricercatori di studiare questi fenomeni. Le cose non sono cambiate, anzi. Anche a seguito dell’adozione del GDPR (il regolamento sulla protezione dei dati personali, ndr) nei prossimi anni vedremo come si raffineranno le campagne politiche online: sarebbe utile avere leggi che impongano maggior trasparenza su come funzionano le reti social e, naturalmente, maggiore tutela per i cittadini, in particolare per quanto riguarda i propri big data.

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"Se questo è un ministro",   polemica social per il selfie di Salvini ai funerali di Stato a Genova.

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Previsioni per il 2021



Previsioni per il 2020
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05/09/21

Non Votate Mai Lega e Fratelli d'Italia

Non Votate Mai Lega e Fratelli d'Italia

Non Votateli Mai
non si sa cosa fanno
in politica uno mangia 
l'altra vende libri , bho !


Non Votateli Mai : Lega e Fratelli d'Italia

Col RdC non ci Sarà più il
Voto di Scambio ,
Ti regalo la spesa se Mi Voti .
 
Non ci sarà più lavoro Nero 
14 ore a 2 Euro Ora
Senza Contributi .
 Mentre questi Partiti 
lo Vogliono togliere .
Sarà Perchè 
Usavano Questi Metodi
i Loro Elettori ?

Non Votateli Mai

Lega e Fratelli d'Italia





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Siti Internet e Blog Personali

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No Green Pass Sei Ridicolo

No Green Pass Sei Ridicolo


Ti sei fatto 365 giorni di lockdown tappato in casa perché eri terrorizzato, e se uscivi con il cane, quando rientravi ti spogliavi sul pianerottolo, ti levavi le scarpe e ti facevi la doccia con l’Amuchina. 
La sera, alle 21,59 correvi più veloce di Speedy Gonzales, di Willy il Coyote
 e di Cenerentola messi insieme.
Da più di un anno indossi la mascherina e i guanti anche se sei solo.
Sei schedato dalla nascita al Comune, all’Ufficio delle Imposte, in Chiesa.
Sei stato battezzato e vaccinato senza poter scegliere; hai fatto la scuola dell’OBBLIGO. 
Quando sei partito per qualche viaggio esotico, hai fatto decine di vaccini senza pensare che ti inoculassero veleni.
Ingurgiti tonnellate di farmaci senza neanche leggere i bugiardini che fino all’anno scorso non sapevi neanche cosa fossero.
Sei schedato anche alla motorizzazione.
Hai il Telepass, lo Spid, l'EasyPark, la PEC, la tessera sanitaria, il conto corrente online, un centinaio di tessere di supermercati, profumerie, negozi di abbigliamento, librerie.
Hai fatto il cashback e la lotteria degli scontrini; fai acquisti su Amazon; hai la carta d’identità, la patente, il passaporto, il codice fiscale, le carte di credito, il bancomat.
Sei iscritto a FaceBook e comunichi a tutti dove sei, cosa pensi e cosa mangi, e tutti sanno di che colore sono le mutande che indossi...
ED IL GREENPASS TI LIMITA LA LIBERTÀ ???
Ma va a cagare !!

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