07/12/10

Italia, strage di ciclisti 1000 morti in tre anni




Italia, strage di ciclisti


1000 morti in tre anni




Le associazioni di categoria lo dicono da tempo, ma il loro grido rimane inascoltato: per i ciclisti ormai è strage. Gli ultimi dati, elaborati come sempre dall’Asaps – associazione amici polizia stradale – parlano chiaro e dimostrano che da noi, in pratica, muoiono ogni sei mesi un numero di ciclisti pari a quelli che fanno il Giro d’Italia.
Anche qui c’è il solito problema dei numeri Istat perché l’anno di riferimento è solo il 2005, ma è l’ultimo disponibile: così si scopre che in 12 mesi sono morti 317 ciclisti, con un incremento del 5,7%, in totale controtendenza rispetto al calo generale della mortalità sulle strade che nel 2005 che è stato del 4,7%.
E non è tutto: in appena 3 anni, secondo un’inchiesta pubblicata sulla rivista il Centauro sono quasi 1.000 i ciclisti che hanno perso la vita sull’asfalto, con 12.476 feriti, (35.491 in tre anni), ossia il 6% in più rispetto agli 11.766 del 2004. Il dato generale fa segnalare invece un calo del 2,7%…

Scrivo da pedone, ciclista, motociclista e sempre meno automobilista.
1) Chiunque circola, indipendemente dal mezzo che usa, si sarà reso conto che le strade sono praticamente uguali a 20 anni fa; la differenza la fanno il gran numero di automobili, troppe in rapporto al numero di strade, ormai a quasi qualsiasi orario, e sempre più ingombranti. Chi di voi si ricorda le dimensioni dei veicoli negli anni 70 sa di cosa parlo. Il sorpasso è di conseguenza sempre più pericoloso, è veramente meglio evitarlo se non ci sono le condizioni in sicurezza. Gli automobilisti purtroppo o se ne fregano o non se ne rendono conto: sorpassi in prossimità di incroci e strisce pedonali, sorpassi che costringono chi marcia in senso opposto a frenate improvvise e quant’altro di peggio si possa immaginare.
2)Da motociclista mi rendo conto che quando vengo sorpassato – e capita per esempio anche quando vado a 70 dove c’è il limite di 50 – pochi tengono conto delle dimensioni del mezzo: è vero che una moto è stretta (idem per le bici) ma non si può passare a 20 cm di distanza.
3)E’ anche vero che tanti ciclisti sono un po’ incuranti di alcune norme del codice stradale e di buona educazione: vedi i gruppi di 2 o 3 ciclisti affinacati su strade a due corsie e doppio senso di marcia…vedi attraversamenti col rosso in città e altro.
Purtroppo la polizia municipale e non su strada è pochina, le multe per queste infrazioni sono difficili da fare e comunque le multe sono “solo” una sanzione pecuniaria e difficilmente lasciano il segno su chi le subisce. Anzi spesso quello che fa girare le scatole – e non sempre a torto – è il “perchè io? Lo fanno tutti!”
Ci vorranno sforzi di buona educazione e uso della testa da parte di tutti gli utenti della strada per far migliorare le cose!


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