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04/03/18

Carlo Cracco e le Polemiche per i Prezzi Stellari del Menù


 Ecco quanto costa mangiare nel suo ristorante a Milano.

Che sia uno chef stellato, rinomato, apprezzato nell’ambiente e persino molto affascinante, è cosa ben nota, ma Carlo Cracco è anche avvezzo alle polemiche e ora che ha aperto l’esclusivo ristorante 
‘In galleria’ a Milano, il ricercato menù viene continuamente passato
 in rassegna da avventori più o meno esperti.


CRACCO IN GALLERIA
1.118 metri quadrati disposti su cinque piani presso la frequentatissima Galleria Vittorio Emanuele, con una enoteca ricca di etichette, un laboratorio sempre attivo, un caffè bistrot aperto tutta la settimana e infine uno spazio dedicato a mostre ed eventi: questo il Cracco in galleria che sta facendo parlare di sé da quando è stato inaugurato.


Al centro del dibattito anche i prezzi stellari proposti dall’ex giudice di Masterchef che per un po’ ha detto basta con la tv. Se antipasti, primi e secondi si aggirano tra i 36 e i 70 euro con picchi di 110 per il rombo in crosta di cacao, pastinaca alle nocciole e tè affumicato, i dolci – che notoriamente dovrebbero lasciare un buon ricordo dell’esperienza gastronomica – costano più o meno uguale.


Si va dal dessert al cioccolato, croccante di fagioli germogliati, gelato alle lenticchie e vaniglia a 34 euro fino alla crocchetta di cioccolato gianduia, chinotto al Maraschino e caviale che vale 50 euro. Tuttavia il piatto più criticato è la selezione di frutta ghiacciata prezzata sul menù di Cracco in galleria a 36 euro.

‘Come mai una scelta così azzardata?’, si chiedono i clienti che hanno voluto provare l’ebrezza di mangiare da Cracco e ancora ‘Stiamo confondendo la qualità con il brand?’


Come apprendiamo su Italianfruit l’ex concorrente di Masterchef Arianna Contenti – oggi collaboratrice dello chef, ha spiegato che “il piatto altro non è che frutta ricostruita così bene da sembrare vera: gelato, sorbetto, creme con gusci di cioccolato o frutta secca e piccoli inserti di frutta vera. Tutto commestibile. Con accostamenti insoliti e rinfrescanti. 
Uno dei dessert più buoni che il ristorante propone”.




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10/07/16

No TTIP slogan



Piazza Affari, il dito di Cattelan 
L'opera di Cattelan in piazza Affari a Milano per il messaggio che il Comitato "Stop TTIP Italia" ha voluto indirizzare "a un'Unione Europea che agisce al solo servizio dei grandi poteri economici". La "cartolina di auguri per la ripresa dei negoziati sul Ttip",  l'accordo di libero scambio Ue-Usa - come è stata chiamata l'iniziativa - vuole invece augurare "ai negoziatori che si troveranno domani a Bruxelles di trovare il coraggio di prendere atto del fallimento di un progetto che non fa gli interessi dei cittadini ma solo quelli dei potenti della Finanza"

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11/04/14

Cyclopride Day


Cos'è

Un giro in bicicletta in città, lungo un percorso protetto e senza automobili per affermare una mobilità più dolce e sostenibile. Sarà una tranquilla pedalata, adatta a ogni gamba: bambini, cycloaddicted, mamme, famiglie, singles, pensionati, rappers e tanti altri ancora. I percorsi, in tutte le città, toccheranno molti tra i luoghi di maggior interesse storico architettonico e artistico, ma sono pensati anche per scoprire, o riscoprire, angoli nuovi, o dimenticati delle nostre metropoli. Le iscrizioni, gratuite, si raccoglieranno on line su www.cyclopride.it o direttamente nel Village, prima della partenza.

Cyclopride non è solo un evento che si sta affermando come la più grande pedalata collettiva d'Italia, ma è anche un’associazione senza fini di lucro, nata per promuovere l’uso della bicicletta come mezzo di locomozione in città, per gite fuori porta, per vacanze. Come Associazione siamo nati per cercare di rispondere a una nuova consapevolezza: non sono più i ciclisti della prima ora a voler dire la loro, ma è la gente comune, che ha imparato quanto sia comodo, piacevole, economico, sano e civile lasciare l’auto in garage, e inforcare una bici. E vuole farlo sempre più spesso, in modo sempre più sicuro, con sempre meno ostacoli.

MILANO

P.ZZA CASTELLO

11 MAGGIO 2014



Programma

ORE 9APERTURA DEL VILLAGE, ASSEMBRAMENTO, RITIRO PETTORALI E BIKE BAGS

ORE 11PARTENZA DA PIAZZA CASTELLO

ORE 12PARTENZA BAMBINI CON GENITORI... SE NON SE LA SENTONO DI AFFRONTARE 16 CHILOMETRI (BIMBIMBICI, ORGANIZZATA DA FIAB CICLOBBY)

ORE 13ARRIVO

DALLE 13 IN POIMUSICA, BALLI INTRATTENIMENTI PER UNA GIORNATA DA NON DIMENTICARE

http://www.cyclopride.it/cyclopride-day-milano-2014/#.U0gTCvl_tft

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26/10/13

MILANO: rottami delle bici per fare opere d’arte


Interessante iniziativa del comune di Milano per promuovere l'arte green: un bando per sbarazzarsi dei rottami delle bici dandole agli artisti come materiale per le loro opere.

rottami delle bici per fare opere d’arte #green

MILANO Artisti udite udite. Siete interessati a recuperare vecchi rottami di biciclette per utilizzarli nella produzione delle vostre opere? Siete appassionati di arte #green? Siete alla ricerca di materiali da riciclare per dare adito alla vostra ispirazione? Ferro, plastica e altre leghe possono costituire un’ottima materia prima per i creativi più fantasiosi. Il comune di Milano ha pensato proprio a loro, oggi, nel pubblicare un bando nell’albo pretorio per sbarazzarsi delle biciclette recuperate o ritirate dall’Amsa, l’azienda milanese che gestisce i servizi ambientali. Nel bando sono elencati tutti requisiti per richiedere questi rottami.Saranno contenti artisti come Bianca Giommi e Matteo Filannino (nella foto una loro opera), due giovani che realizzano opere ecologiche con materiali di scarto, creano installazioni e sculture persino con vecchi elettrodomestici e cartelli stradali.

Info: http://www.comune.milano.it



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06/06/13

Critical Mass! Milano by Night



Sperando che non piova, facciamo il tour notturno della città con la Critical Mass!
Per chi non la conoscesse, Critical Mass è un raduno di biciclette che si ritrovano in un punto preciso della città, e da lì partono per girovagare di notte, sfidando il traffico e scampanellando a più non posso...
A Milano, l'appuntamento è giovedì sera alle ore 22.30 in Piazza Mercanti. Ci si trova con altri centinaia di ciclisti e da li si parte per girare la città in bici fino a notte fonda...
Un'iniziativa bellissima e aggregante, a cui partecipano persone di tutte le età, con bici colorate e scenografiche, ma anche rottami arrugginiti...l'importante è pedalare in gruppo e riprendersi, almeno per una notte, tutta la città!

Massa critica a Milano sotto la galleria in via Don Luigi Sturzo,

 nei pressi della stazione Garibaldi.

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La massa critica (spesso chiamata col termine inglese critical mass) è un raduno di biciclette che, sfruttando la forza del numero (massa), invadono le strade normalmente usate dal traffico automobilistico. Se la massa è sufficiente (ovverosia critica), il traffico non ciclistico viene bloccato anche su strade di grande comunicazione, come viali a più corsie. Nonostante questa descrizione, la massa critica è un fenomeno di difficile definizione, trattandosi di evento spontaneo privo di struttura organizzativa formalizzata. Il fenomeno si è sviluppato, a partire da San Francisco dove nel 1992 si svolse la prima critical mass, in molte grandi città e consiste in appuntamenti convenzionali ("coincidenze organizzate") di ciclisti che attraversano insieme tratti di percorso urbano in sella ai loro mezzi.

La prima critical mass si svolse a San Francisco, con 48 ciclisti; iniziò alle 6 del pomeriggio, il 25 settembre del 1992, anche se l'evento incominciò ad essere chiamato critical mass solo dal secondo incontro, venerdì 30 ottobre (con 85 ciclisti). Il suo nome incominciò ad essere utilizzato per simili ma indipendenti eventi, che iniziarono a crearsi nel mondo intero più o meno nello stesso periodo.

Il termine critical mass fu utilizzato da George Bliss mentre visitava la Cina. Bliss notò che in Cina, sia i ciclisti che i motociclisti, si fermavano agli incroci delle strade, fino a che il numero della massa non raggiungesse una quantità "critica", al che la massa si sarebbe mossa attraverso l'incrocio.

Il termine massa critica è anche utilizzato da sociologi, che sostengono che una rivoluzione sociale sia possibile solo dopo che una quantità "critica" di supporto popolare sia assicurato. Questo modo di pensare riflette il proposito di chi partecipa alla critical, i quali ritengono che la mobilità nelle città possa essere migliorata grazie alle biciclette e ad altri mezzi di trasporto alternativi rispetto al trasporto privato delle automobili.

La massa critica è spesso definita una "coincidenza organizzata", senza leader, organizzatori, o membri individuati da qualcosa che non sia la loro partecipazione all'evento. Anche il percorso seguito durante la manifestazione viene deciso sul momento, spesso da chi è in testa al gruppo, oppure chiunque abbia una propria idea su un percorso possibile, può stampare delle mappe e distribuirle ai partecipanti. Altre volte la decisione del percorso viene presa e condivisa tra più persone subito prima che questa abbia inizio. In questo modo il movimento si spoglia di tutto ciò che è implicato nella creazione di una organizzazione gerarchizzata: nessuna struttura interna, nessun capo, niente politica interna, niente direttive di movimento ecc. Per far esistere una massa critica tutto ciò che serve è che abbastanza persone sappiano della sua esistenza e si incontrino il giorno designato per il raggiungimento della massa critica, per occupare tranquillamente un pezzo di strada, in modo da escluderne i mezzi motorizzati.

Proprio in conseguenza di questa mancanza di gerarchia, è richiesto che i cicloattivisti prendano responsabilità dell'evento, ciascuno individualmente. In questa ottica, per preservare la compattezza del gruppo, alcune volte dei partecipanti usano una tattica chiamata corking, che consiste nel bloccare le macchine che potrebbero spezzare l'unità della manifestazione, frammentandola. Questo viene ottenuto semplicemente fermandosi con la bicicletta di fronte alle auto, in corrispondenza di incroci, rotonde, o anche semafori (quando una massa critica stia passando anche a semaforo rosso), fino a che tutto il gruppo sia passato. Questo permette anche di salvaguardare la sicurezza dei manifestanti e di limitare gli attriti con i conducenti di mezzi motorizzati.



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12/05/13

giornata mondiale della bicicletta



Oggi in tutto il mondo si celebra la giornata mondiale della bicicletta. In Italia la manifestazione più importante si terrà a Milano con il Cyclopride, ma in tutte le più importanti città del pianeta si terranno pedalate di protesta e di proposta per chiedere maggior tutela per le due ruote. Ma com’è la situazione italiana? Ha lasciato tutti sorpresi il dato dello scorso anno secondo cui erano state vendute, per la prima volta da mezzo secolo, più bici che auto. In sostanza possiamo affermare che non stiamo messi così male.

In tutta Europa, secondo i dati di Legambiente, l’Italia è il terzo Paese con più biciclette, dietro soltanto a Germania e Regno Unito. Va detto però che siamo anche uno dei Paesi con il più alto numero di residenti, e che quindi se valutiamo il numero di bici pro-capite, la graduatoria è molto peggiore. I dati completi arrivano fino all’anno 2011 quando nel nostro Paese circolavano un milione e 750 mila biciclette, mediamente una ogni 35 abitanti, un po’ pochine visto che in Olanda sono mediamente una ogni 5. Va specificato che l’anno 2012 è stato quello del record, quindi questo numero va visto al rialzo.


Domenica 12 maggio la città di Milano presenterà una doppia iniziativa in favore della mobilità sostenibile. Prima di tutto istituirà la terza domenica dell’anno senza auto; insieme a questa iniziativa saranno promosse una serie di attività sportivi e culturali tra le quali spicca il Cyclopride, una sorta di meeting di ciclisti che occuperanno 20 km di strade con le due ruote. L’iniziativa è estesa a tutta l’Italia, ma la maggiore attenzione si concentra proprio sul capoluogo lombardo dove convergeranno ciclisti da tutta la Regione.

La data non è scelta a caso. Si tratta infatti della giornata mondiale della bicicletta, giorno in cui in tutto il mondo si tengono iniziative in favore delle due ruote per ribadire la necessità prima di tutto di sicurezza, dato che ormai muoiono ciclisti tutti i giorni in scontri con le auto, e poi anche una maggiore libertà di movimento dato che piste ciclabili ed altre attrezzature ancora scarseggiano in Italia come in molti altri Paesi.

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04/05/13

Pedoni, Pedali e Pendolari il 4 maggio insieme a Milano



Partecipa alla mobilitazione nazionale il 4 maggio a Milano 15 milioni di italiani si affidano al trasporto pubblico per i loro spostamenti quotidiani, in costante crescita le persone che scelgono di usare la bici o le proprie gambe.
 Milioni di cittadini che continuano ad essere ignorati dalla politica per la mobilità nazionale che insiste, nonostante la richiesta, ad investire il 75% delle risorse destinate al settore, in autostrade, tangenziali, alta velocità. Dall'urgenza di riorientare le risorse pubbliche, ripensare il modello di mobilità trasformandolo in base alle esigenze delle persone, nasce la Rete per la Mobilità Nuova, un’alleanza di cittadini e associazioni impegnati nella promozione di politiche di trasporto che mettano al centro i bisogni della maggioranza degli italiani e non più soltanto il diritto all’uso dell’automobile privata.

L’Italia ha ipotecato il futuro delle opere pubbliche e della mobilità approvando progetti per nuove autostrade e nuove linee ad alta velocità ferroviaria che costeranno complessivamente oltre 130 miliardi di euro, offriranno ulteriori occasioni di business alla malapolitica e alla criminalità organizzata, sottrarranno al Paese territorio e bellezza spesso senza offrire un servizio migliore alla collettività.

Per soddisfare la domanda di mobilità del 2,8% delle persone e delle merci (è questa la quota di spostamenti quotidiani superiori ai 50 chilometri) si impegna il 75% dei fondi pubblici destinati alle infrastrutture del settore, mentre all’insieme degli interventi per le aree urbane e per il pendolarismo (dove si muove il 97,2% della popolazione) lo Stato destina solo il 25% delle risorse, puntando spesso e ancora una volta su nuove strade, tangenziali e circonvallazioni piuttosto che sul trasporto collettivo o su quello non motorizzato.

C’è un’urgente necessità di riorientare le risorse pubbliche concentrando la spesa laddove si concentra la domanda di mobilità e nello stesso tempo va avviato un radicale ripensamento del settore dei trasporti, sostenendo attraverso scelte strategiche le persone che quotidianamente si muovono usando i treni locali, i bus, i tram e le metropolitane, la bici e le proprie gambe e dando l’opportunità a chi usa l’automobile di scegliere un’alternativa più efficiente, più sicura, più economica.

La #MobilitàNuova si propone di avviare una trasformazione e una rigenerazione della società che va molto al di là della semplice trasformazione degli stili di mobilità individuale e punta a un deciso ridimensionamento del binomio auto+altavelocità. Una scelta, quest’ultima, egoista, dispendiosa, vecchia e inefficiente, che produce inquinamento, incidentalità stradale, danni sanitari, congestione, consumo di suolo e sprawling, aggressione al patrimonio storico, artistico e paesaggistico, iniquità sociale, alienazione e inaridimento delle relazioni sociali.

Al contrario una #MobilitàNuova che ruota attorno a quattro perni – l’uso delle gambe; l’uso delle bici; l’uso del trasporto pubblico locale e della rete ferroviaria; l’uso occasionale dell’auto privata (sostituita in tutti i casi in cui è possibile da car sharing, car pooling, taxi) – modifica lo spazio pubblico e la sua destinazione d’uso, rafforza i legami comunitari tra le persone e tra le persone e il luogo dove vivono, studiano e lavorano, stimola un’economia agroalimentare basata sul km0, crea lavoro stabile, contribuisce a far crescere la percezione di sicurezza attraverso strade e piazze più vissute e frequentate. In altre parole rende le città e il territorio più bello e migliora la qualità della vita.

E’ per questo che ti chiediamo di entrare nella Rete per la #MobilitàNuova, illustrando come questa nuova mobilità può incidere positivamente sui temi che ti stanno a cuore e indicando le tue priorità programmatiche sul tema da indirizzare ai decisori politici.
Insieme daremo vita a questa campagna collettiva e individuale, orizzontale e partecipata, che si articola in due momenti diversi.

Sabato 4 maggio a Milano manifestiamo per imporre ai decisori politici una rivoluzione della mobilità che parta proprio da un riequilibrio delle scelte politiche e delle risorse pubbliche destinate al settore dei trasporti, dando insieme visibilità e sostegno alle vertenze nazionali e locali contro quelle opere pubbliche stradali, autostradali e ferroviarie inutili e dannose per il Paese.
Mentre a partire dal 4 maggio lanceremo insieme una raccolta di firme per una legge di iniziativa popolare (obiettivo un milione di adesioni) che vincoli almeno i tre quarti delle risorse statali e locali disponibili per il settore trasporti a opere pubbliche che favoriscono lo sviluppo del trasporto collettivo e di quello individuale non motorizzato.

per aderire a mobilitanuova

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26/03/13

alberto cane blog: Bici da donna 7

 C' e' a Milano un mio amico che si diverte a Fotografare la sua Bicicletta in pose molto particolari , invitando gli amici a Votare la migliore , io ho scelto questa .

Bici da donna 7

piazza Affari e il dito medio di Cattelan

Ieri ha nevicato, solo una spruzzata, e quindi stamattina, visto che le strade erano pulite, malgrado il freddo pungente (mi sono messo i guanti per la prima volta) una mezz'ora di pedalata nessuno me l'ha tolta.

Pubblico altre sette foto del tour per Milano.

Come ormai sapete c'è da sceglierne una, solo una.

Fra un po' faccio un salto agli obei obei.

Tutti i post Bici da donna.

 VISITATE E VOTATE LA FOTO MIGLIORE PER VOI ...

alberto cane blog: Bici da donna 7: Ieri ha nevicato, solo una spruzzata, e quindi stamattina, visto che le strade erano pulite, malgrado il freddo pungente (mi sono messo...

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21/12/12

Ciclisti picchiati a Milano

 

Ciclisti picchiati a Milano: volevano far liberare una pista ciclabile

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"Vi ammazziamo tutti" è la risposta che un gruppo di automobilisti ha dato davanti alla richiesta di liberare la pista ciclabile di Vittor Pisani, troppo spesso considerata come un comodo parcheggio per raggiungere i locali con pochi passi.

E' giovedì sera sono le 23.00 la Critical Mass, biciclettata collettiva che ogni settimana raccoglie i ciclisti milanesi passa in Vittor Pisani. Il grande viale che porta alla stazione centrale è completamente occupato. Le auto sono parcheggiate sulla pista ciclabile e su una delle due corsie in direzione di Piazza Duca D'Aosta. Partono le telefonate alla Polizia Municipale: "c'è una pattuglia in zona stiamo arrivando". Dal locale escono i clienti e un signore sulla quarantina che si qualifica come il gestore dei locali. Volano insulti alla volta dei ciclisti : "levatevi dai coglioni".

Gli animi si scaldano quando le auto che provengono da Piazza della Repubblica iniziano a suonare. Il traffico è rallentato e innervositi gli automobilisti sfrecciano sulla corsia centrale dei taxi. Un ciclista viene investito. Dal locale partono le minacce: "adesso usciamo e vi riempiamo di botte". Detto, fatto. Escono in quattro ben piazzati volano pugni e spintoni. Un ciclista finisce a terra un altro ferito al volto. I ciclisti rimettono mano ai cellulari e chiamano il 118. 

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