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26/03/19

Bici con Casco, Targa e Assicurazione

Bici con Casco, Targa e Assicurazione

Vietata la circolazione contromano

In bicicletta elettrica con casco, targa e assicurazione. È il contenuto del ddl che modifica le norme sulla circolazione dei velocipedi firmato dal senatore Andrea De Bertoldi (Fratelli d’Italia). «Si riferisce alle bici elettiche - spiega il senatore al Sole24ore.com - che essendo assimilabili a un motorino hanno una maggiore pericolosità. Non fanno rumore e hanno una velocità più consistente rispetto alle classiche biciclette».

«Casco, targa e assicurazione sono indispensabili. É necessario regolamentare la circolazione delle biciclette e la condotta dei loro conducenti, troppo spesso protagonisti di atteggiamenti irrispettosi della legge in tema di circolazione stradale», ha sottolineato il senatore di Fdi, precisando che si tratta di una sua iniziativa personale e non del partito. «Fra le altre - spiega - io il casco lo estenderei anche allo sci».

Divieto di circolare contromano
Il disegno di legge introduce un contrassegno ad hoc da apporre sul telaio, da applicare sui lati o posteriormente, oltre a una targa posteriore, contenente i dati di immatricolazione. Diventa obbligatorio indossare il casco protettivo durante la circolazione delle biciclette e c’è l'espresso divieto, all'interno dei centri abitati, della loro circolazione in senso opposto a quello di marcia degli altri veicoli. «Spesso gli automobilisti investono ciclisti che imboccano le strade contromano e si trovano automaticamente senza patente se la prognosi del ferito supera un certo umero di giorni. Io non sono del partito contro i ciclisti, ma del partito dei cittadini che devono comportarsi seguendo le regole». Se da una infrazione deriva una lesione personale colposa la sospensione della patente è da quindici giorni a tre mesi con prognosi inferiore ai 40 giorni. Quando c’è una lesione personale colposa grave o gravissima la sospensione della patente è fino a due anni con prognosi superiore ai 40 giorni. Nel caso di omicidio colposo la sospensione è fino a quattro anni. «Un minimo di regolamentazione - spiega De Bertoldi - è nell’interesse di tutti».

Obbligo di assicurazione
Scatta anche l'obbligo dell'assicurazione di responsabilità civile. «Fra le altre già molte polizze del capofamiglia prevedono la copertura per i danni causati dalle biciclette. Ed è un aspetto non trascurabile perché se con la bicicletta si investe qualcuno si rischia di mangiarsi la casa per pagare i danni. Quindi l’assicurazione per la responsabilità civile è il minimo».

Un tema urgente da affrontare
Per Bertoldi si tratta di un tema urgente da affrontare, «considerando che l'attuale normativa è troppo lacunosa sia sul piano della sicurezza e sia su quello della condotta dei ciclisti». La diffusione di bici elettriche, inoltre, richiede per il senatore «una normativa più severa e stringente che disciplini il fenomeno. L'introduzione della responsabilità civile consentirà di ridurre il peso sui cittadini a causa dei furti e dei sinistri causati proprio dalle stesse biciclette, tutelando al contempo gli interessi dei pedoni e dei ciclisti».



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02/12/15

#labicinonsitocca ha Vinto


Da ieri sulla Rete è partita un’ondata di critiche alla proposta di un senatore Pd, Marco Filippi, per l’introduzone di targa e tassa sulle biciclette. Sui social network all’hashtag #labicinonsitocca sono stati postati migliaia di messaggi di utenti furiosi per l’emendamento al disegno di legge delega di riforma della strada.

Il senatore Pd Marco Filippi ha chiarito: «La tariffa, sarebbe riservata esclusivamente a chi utilizza cicli per fini commerciali come il trasporto di persone»

Tassa bici, dietro front del firmatario:
 “Testo scritto male. Non è mio, mi è stato girato dagli uffici legislativi”

Dopo la protesta, il Senatore Marco Filippi è pronto al dietro front: “Mi dispiace che si sia creato un 
caso sul nulla, forse qualcuno ha voluto fare polemiche gratuitamente. Ci saranno questioni spinose 
nella riforma del Codice della strada, ma non è certo questo il caso"

Il Pd fa marcia indietro. Dopo la protesta sui social network e la mobilitazione di tutto il mondo delle due ruote, il senatore piddino Marco Filippi, il firmatario dell’emendamento “tassa biciclette”, ammette che il testo “è stato scritto male” e dovrà essere riformulato, o addirittura ritirato. Perché, ribadisce, “nessuno all’interno del Partito Democratico ha mai pensato di far pagare chi va in bici. 

Vorremmo solo combattere i furti”. Ma effettivamente il testo presentato al Senato è poco chiaro e allo stato attuale rischia di stangare gli appassionati di tutto il Paese con marchio,
 bollo o targa che sia.

Ad annunciare il dietro front a ilfattoquotidiano.it è proprio chi ha firmato l’emendamento della discordia. Due righe su  “un’idonea tariffa per i proprietari delle biciclette e dei veicoli a pedali adibiti al trasporto” e sulla “identificazione delle biciclette stesse nel sistema informativo del Dipartimento per i trasporti”, che hanno scatenato un putiferio. Perché dietro la formula di modifiche al Codice della strada si celerebbe l’intenzione del governo di tassare le bici. Gli appassionati di tutta Italia si sono mobilitati su internet, tempestando di commenti l’account Twitter del firmatario e creando un hashtag (#labicinonsitocca) che è diventato subito trending topic. E probabilmente proprio la protesta massiccia è alla base della precisazione da parte di Filippi.

“Il documento è stato scritto male. Non è mio, mi è stato girato dagli uffici legislativi perché lo 
presentassi, ma effettivamente può generare confusione”, ammette. “Mi dispiace che si sia creato un 
caso sul nulla, forse qualcuno ha voluto fare polemiche gratuitamente. Ci saranno questioni spinose 
nella riforma del Codice della strada, ma non è certo questo il caso. Il Pd – aggiunge – vuole incentivare e non scoraggiare l’incentivo della bicicletta. Io personalmente ne ho due a casa, ho fatto l’assessore alla Mobilità e amo pedalare. Sono il primo a dire che la bici non si tocca”.

“Partiamo da un presupposto: l’obiettivo del provvedimento è combattere i furti delle biciclette, che in certe città sono ormai fuori controllo. E lo strumento migliore è l’identificazione del mezzo, che scoraggia il furto e soprattutto permette al legittimo proprietario di reclamare l’oggetto una volta ritrovato”, ribadisce il senatore democratico, ricordando che “il progetto del governo segue due direttive: da una parte la lotta al business delle bici rubate, dall’altra la regolamentazione di attività commerciali svolte sulle due ruote, che fin qui sfruttano dei vuoti normativi”. Negando vigorosamente che chi usa la bici per andare a lavoro, o semplicemente per piacere, dovrà pagare qualcosa: “Assolutamente no e se questo fosse l’esito dell’emendamento sarei pronto a stracciarlo domani. Vogliamo combattere i furti e stiamo pensando ad un sistema di marchio del telaio non rimovibile e magari ad un registro delle bici. Tutto questo ovviamente ha un costo di cui non può farsi carico lo Stato, ma sarà solo su base volontaria. Chi vuole, perché magari ha una bici pregiata, potrà farlo, altrimenti nessuna tassa”.

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01/12/15

Targa e Bollo per Biciclette



Targa e bollo per bici: presentata la proposta di legge

Il Senatore PD Marco Filippi ha avanzato una proposta di legge che farà discutere ciclisti e non solo.

Con l’obiettivo di modificare il DDL 1638, il Senatore vorrebbe estendere l’obbligo di bollo e targa anche ai mezzi a due ruote. La proposta infatti propone testualmente “la definizione, nella classificazione dei veicoli, senza oneri a carico dello Stato e attraverso un’idonea tariffa per i proprietari delle biciclette e dei veicoli a pedali adibiti al trasporto, pubblico e privato, di merci e di persone, individuando criteri e modalità d’identificazione delle biciclette stesse nel sistema informativo del Dipartimento per i trasporti, la navigazione, gli affari generali ed il personale”.

Non facendo chiaramente riferimento nel testo alla possibilità di istituire bollo e targa obbligatori per le bici, in molti ieri hanno chiesto maggiori spiegazioni al Senatore, contattandolo su Twitter; Marco Filippi ha risposto così:

L’emendamento quindi non sarebbe altro che una norma contro l’abusivismo per disciplinare il settore commerciale, anche se il testo – così come presentato – non menziona specificatamente le attività commerciali, estendendo di fatto l’obbligo a tutti i veicoli a pedali. C’è da dire inoltre che anche qualora la modifica riguardi solo mezzi utilizzati a scopo commerciale, la previsione più probabile è che la polizia sarà costretta a fermare chiunque circoli in bici con pacchi e buste della spesa al seguito. Come spiega bene bikeitalia.it: “Se, come ha dichiarato lo stesso Filippi, l’emendamento è un tentativo per contrastare le attività della camorra ormai immischiata anche nelle attività dei risciò per turisti nelle grandi città, probabilmente la dicitura dell’articolo di legge andrebbe rivista. In ogni caso, a noi non resta che rilevare come di fronte all’ennesimo problema di questo Paese, il legislatore non trovi nulla di meglio da fare che iperburocratizzare qualunque attività per poi finire a scaricare il tutto sulle spalle delle forze dell’ordine con risultati assai prevedibili.”. 

Siamo alle solite: ancora una volta la buona 
pratica di muoversi in bicicletta viene ostacolata, invece che
 promossa come avviene ormai nel resto dei paesi.

Da ieri sulla Rete è partita un’ondata di critiche alla proposta di un senatore Pd, Marco Filippi, per l’introduzone di targa e tassa sulle biciclette. Sui social network all’hashtag #labicinonsitocca sono stati postati migliaia di messaggi di utenti furiosi per l’emendamento al disegno di legge delega di riforma della strada.

Il senatore Pd Marco Filippi ha chiarito: «La tariffa, sarebbe riservata esclusivamente a chi utilizza cicli per fini commerciali come il trasporto di persone»

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