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15/10/12

Tecnodigiuno: giornata nazionale del camminare

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In occasione della giornata nazionale del camminare, abbiamo pensato di proporvi una cura vecchia come il mondo per staccarci da una delle dipendenze più diffuse del terzo millennio (da un testo di Troglodita Tribe).

Ingegneri, studiosi e politici cercano inutilmente soluzioni per risolvere il grave problema del traffico, che rende le nostre città invivibili. Pensano ad auto catalizzate euro uno due tre quattro cinque… dimenticando che l'unica vera soluzione è quella di camminare, camminare, camminare.

Ne
lla mentalità comune prevale ormai un concetto inossidabile e quasi inattaccabile: raggiungere camminando un luogo distante due, tre, cinque, sete chilometri è assolutamente impossibile, improponibile, inaccettabile.

Con questo tecnodigiuno cercheremo di mandare inesorabilmente in frantumi questo trito e triste condizionamento. Cammineremo per andare al lavoro, per andare a trovare gli amici, per andare al cinema, per andare in centro, per andare al parco. Cammineremo e gusteremo questa costruttiva e salutare "perdita di tempo". E camminando assaporeremo una consapevolezza perduta nei secoli, quella della nostra origine di esseri nomadi che camminando scoprivano il mondo e davano un nome alle cose.

Cammineremo magari immaginando che stiamo facendo sport, che stiamo partecipando alla maratona che conduce verso quel mondo più pulito che vorremmo consegnare alle future generazioni. Le nostre non saranno più soltanto parole, ma passi!

E per le distanze ancora più lunghe, quelle che avrebbero bisogno di ore a piedi? La risposta è semplice: si ricorrerà alla seconda soluzione, quella che qualunque logica urbana dovrebbe favorire e incoraggiare: la bicicletta!

"Tu sei quello che fai non quello che dici" …tecnodigiuniamo!

Modalità
Prima di cliccare "partecipo" decidi il numero di giorni in cui praticherai questo tecnodigiuno. Basterà che a saperlo sia tu! Se sei giovane e forte potrai cominciare subito con un paio o poco più di settimane, se sei un po' più avanti con gli anni è consigliato cominciare gradualmente, ma non temere, l'età ti chiederà solo di camminare più lentamente, arriverai lo stesso!

Qualcuno dice…
"con quello che spendo di benzina in un paio di settimane ci compro la bici!"

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http://www.giornatadelcamminare.org/


Perché il tecnodigiuno

"Tutto ciò che dovete imparare non sta solamente nei libri.
Sta nel mondo, in quello vero, non in quello inerte e fittizio che l’uomo ha creato.
L’ultima eterna verità, il significato stesso della vostra esistenza, sta nello spettacolo entusiasmante e travolgente della vita.
Questo spettacolo sta sotto i vostri occhi, ma dovete aprirli e ritornare a vedere. Dovete risvegliarvi dal sonno in cui vi ha calato un’esistenza fittizia.
Come gli uomini della caverna platonica, ipnotizzati dalle ombre sulla parete, dovete uscire dall’ipnosi in cui permanete raggelati nel falso universo, che vi siete costruiti.
Dovete volgere per un momento a quel mondo le spalle e ritornare a vedere la luce.
Il mondo della città, delle strade, il mondo delle macchine, degli asfalti, della televisione, dei telefoni non verrà distrutto per questo. Resterà sempre lì a vostra disposizione per quando ne avrete bisogno.
Ma una volta rivista la luce il mondo fittizio si farà trasparente, al di là dei palazzi di marmo, al di là degli allucinanti nastri delle autostrade, al di là dei cristalli infrangibili del parabrezza, rivedrete gli alberi, il sole, la distesa degli oceani e la pallida chiarità delle galassie lontane.
A nulla l’uomo libero pensa meno che alla morte e la sua saggezza sta nel meditare non sulla morte ma sulla vita. Ma dovete uscire dall’incanto, ritornare liberi, riaprire gli occhi, scrollare da voi stessi l’illusione.
Distogliete il vostro sguardo dalle materie morte di cui é fatto il mondo che avete costruito e riprendete a meditare la vita.
Dovete risvegliarvi dal sonno.
Dovete riprendere coscienza della vostra vera natura."

- Noam Chomsky

EVENTO SU FACEBOOK : https://www.facebook.com/events/391602314244673/397184267019811/?notif_t=event_mall_comment
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20/11/09

Come pedalare in città



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Pedalare in città

pericoli in agguato

Casco, specchietto, luci di posizione: quando si pedala in città le misure minime di sicurezza spesso non vengono rispettate.

 La giustificazione più diffusa è la velocità, spesso lenta, con cui si procede; inoltre si cerca di attraversare solo piste ciclabili evitando le strade troppo affollate, e in caso di traffico intenso si sceglie il marciapiede, causando però l'ira dei pedoni. 

Comportamenti virtuosi, quindi. Ma, consultando il bollettino del Settore Mobilità e Sicurezza della Circolazione Stradale della Provincia di Milano, nel periodo 2003-2005, gli incidenti lesivi in cui sono state coinvolte biciclette sarebbero, sull'intero territorio della provincia, il 6,76% del totale.



Casco, specchietto, luci di posizione: quando si pedala in città le misure minime di sicurezza spesso non vengono rispettate. La giustificazione più diffusa è la velocità, spesso lenta, con cui si procede; inoltre si cerca di attraversare solo piste ciclabili evitando le strade troppo affollate, e in caso di traffico intenso si sceglie il marciapiede, causando però l'ira dei pedoni. Comportamenti virtuosi, quindi. Ma, consultando il bollettino del Settore Mobilità e Sicurezza della Circolazione Stradale della Provincia di Milano, nel periodo 2003-2005, gli incidenti lesivi in cui sono state coinvolte biciclette sarebbero, sull'intero territorio della provincia, il 6,76% del totale.

Le dinamiche degli incidenti non sono evidenziate in modo dettagliato, ma emerge un dato tanto allarmante quanto poco sorprendente: quasi una volta su due (ovvero nel 47% dei casi) i ciclisti coinvolti stavano procedendo regolarmente per la loro strada. Ci sono delle norme da seguire anche quando si pedala lentamente su una pista ciclabile. Prima di tutto il ciclista deve essere preparato, conoscere il codice della strada e avere un mezzo adeguato. è un aspetto sottovalutato, per cui è frequente vedere bici scadenti e poco affidabili.

Una buona bicicletta, scelta con qualcuno di cui fidarsi, può evitare qualche caduta. I caschi protettivi sono indispensabili e devono essere conformi. Le caratteristiche immancabili sono quattro: devono essere leggeri, facili da indossare e utilizzabili anche con gli occhiali; non devono limitare la capacità uditiva né quella visiva. La sicurezza può essere messa in pericolo dal buio, dalla scarsa visibiltà soprattutto negli incroci dove viene a mancare un punto luminoso laterale. è indispensabile che la bici sia dotata di un impianto di illuminazione autonomo e di rifrangenti correttamente montati. Per quanto riguarda le luci, ne esistono di tutti i tipi: dalla tradizionale dinamo, ai led che si possono attaccare alla ruota e formano un cerchio luminoso, fino a veri e propri faretti che illuminano il percorso. Esistono anche coppie di pedali che si illuminano quando si fa pressione col piede e che non necessitano di batteria. Ci sono infine cinture luminose applicabili sul corpo del cliclista in diverse posizioni, sulla schiena o sul petto, oppure strette intorno al braccio o alla gamba.

 Occorre fare attenzione anche alle nuove regole del Codice della Strada che puniscono con la sottrazione dei punti della patente anche i ciclisti che attraversano un incrocio con il semaforo rosso. Molte le polemiche su questa norma a partire dall'interrogativo sull'applicazione della stessa per chi è sprovvisto di patente.

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