31/12/12

Wi-fi , biciclette e smart city

 

Wi-fi e biciclette, ecco le 10 migliori smart city del mondo


Tecnologie all’avanguardia, sprechi energetici dimezzati, rispetto dell’ambiente. E ancora: auto elettriche, biciclette e basse emissioni di polveri inquinanti. Se non avete ancora scelto la meta delle vostre vacanze, CoExist.com vi propone la classifica delle dieci migliori smart city del mondo, ovvero le città più "intelligenti" del pianeta. Con un vincitore inaspettato.

Tecnologie all’avanguardia, sprechi energetici dimezzati, rispetto dell’ambiente. E ancora: auto elettriche, biciclette e basse emissioni di polveri inquinanti. Se non avete ancora scelto la meta delle vostre vacanze, CoExist.com vi propone la classifica delle dieci migliori smart city del mondo, ovvero le città più "intelligenti" del pianeta. Che sembrano ancora più "smart", se si pensa che secondo gli esperti del mercato immobiliare queste città in futuro saranno più attrattive delle altre per la vendita delle abitazioni. Ecco la classifica stilata da Boyd Cohen:
1) Vienna. La capitale austriaca guadagna il gradino più alto del podio per la qualità della vita, le innovazioni tecnologiche e le politiche green messe in atto. Con programmi come Smart Energy Vision 2050, Roadmap 2020 e Action Plan 2012-2015, l’obiettivo è abbattere le emissioni di anidride carbonica soprattutto nel settore dei trasporti. E il bike sharing cittadino conta già 60 stazioni di servizio.
2) Toronto. La città nordamericana è un membro attivo del network di città Clinton 40 (C40), costituito dalle metropoli che intendono abbattere le emissioni di gas serra. E il settore privato ha accettato di collaborare all’iniziativa. Da poco nella città è partita anche una attività di riutilizzo dei gas delle discariche per l'alimentazione dei camion che trasportano la spazzatura.
3) Parigi. La capitale francese spicca in particolare per il suo servizio comunale di bike sharing, Velib. A questo è stato affiancato da poco un servizio simile di car sharing di vetture elettriche, Autolib, con 250 stazioni di rifornimento sparse per tutta la città.
4) New York. Qualità della vita a parte, la Grande Mela spicca soprattutto per la “digitalizzazione”. Tra le novità, IBM sta mettendo a punto un sistema informatico di comunicazione per prevenire gli incendi e velocizzare la riscossione delle tasse. Una scelta che, si calcola, porterà nelle casse di Michael Bloomberg circa 100 milioni di dollari in più in cinque anni.
5) Londra. La capitale inglese ha adottato già da tempo sistemi innovativi di sostenibilità, come la ben nota congestion charge e la chiusura del centro al traffico. Presto si insedierà anche un centro di ricerca sulle smart city all’Imperial College, per mettere a punto sistemi più efficienti nei trasporti, nella gestione della burocrazia, nel business e nel mondo accademico. Proprio qualche giorno fa, è stato annunciato l’avvio del network gratuito wi-fi più grande d’Europa.
6) Tokyo. Si tratta della prima città asiatica in questa lista. Lo scorso anno è stata lanciata l’idea di creare una smart city nei sobborghi della metropoli. Attraverso una partnership con Panasonic, Accenture e Tokyo Gas, nelle periferie aumenteranno le case dotate di pannelli solari, batterie ricaricabili e applicazioni a risparmio energetico connesse all’interno di una smart grid (cioè la gestione intelligente della rete elettrica che evita gli sprechi energetici attraverso la reditribuzione dei surplus). Nel cassetto dei giapponesi, ci sarebbero anche sistemi innovativi di mobilità sostenibile condivisa.
7) Berlino. In collaborazione con Vattenfall, Bmw e altri, la capitale tedesca sta testando tecnologie innovative nella speranza di creare un network intelligente di veicoli elettrici sul modello di Parigi.
8) Copenaghen. La città della sirenetta si sta muovendo per assumere in futuro un ruolo di primo piano tra le smart city. Entro il 2025 è stato annunciato l'abbattimento delle emissioni di CO2. Un obiettivo in apparenza semplice, visto che la maggioranza dei cittadini si sposta già in bicicletta.
9) Hong Kong. Nell’aeroporto cittadino è in via di sperimentazione l'identificazione tramite l’applicazione della tecnologia a radio frequenza. Molto diffuse sono le smart card: nei trasporti pubblici, nell’accesso alle biblioteche, per i parcheggi delle auto e per gli acquisti nei negozi.
10) Barcellona. La capitale catalana è pioniera nell’abbatimento delle emissioni di anidride carbonica. È stata tra le prime città a introdurre un'ordinanza sull’uso dei pannelli solari termici già dieci anni fa. Di recente è stato anche lanciato un progetto di diffusione delle auto elettriche, con la costruzione di colonnine di rifornimento in tutta la città.


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21/12/12

Riduciamo la velocità sulle strade delle nostre città


Riduciamo la velocità sulle strade delle nostre città .
Lanciata da

Secondo i dati INAIL, ogni giorno 57 pedoni sono coinvolti in incidenti stradali 2 dei quali perdono la vita; di questi il 35% viene investito sulle strisce pedonali. In totale fanno 730 pedoni morti all’anno.
Un pedone può essere ucciso dall’imprudenza, dalla disattenzione, dalla non curanza, in ogni caso dall’eccessiva velocità . Per rendersene conto basta pensare che investire una persona a 50, a 75 o a 100 km/h equivale a spingerla giù dal balcone del terzo, del settimo o del tredicesimo piano di un palazzo. Le possibilità di sopravvivenza ad un impatto di questo tipo non serve neppure calcolarle.
7.625 pedoni e 2.665 ciclisti uccisi in 10 anni sulle strade italiane sono un tributo troppo alto da pagare per l’ebbrezza della velocità ed è per questo che chiediamo che venga immediatamente introdotto il limite di velocità massimo di 30 KM/H in tutte le aree residenziali d’Italia, con eccezione delle arterie a scorrimento veloce.
Si stima che ridurre di un solo chilometro orario la velocità media nel nostro Paese farebbe diminuire la mortalità stradale del quattro per cento. Ridurre la velocità media di 20 km/h significa dimezzare i decessi sulla strada.
In cambio dovremo rinunciare alle brusche accelerazioni in città e a circa il 3% del nostro tempo di percorrenza.
Chiediamo solo di poter attraversare la strada ed essere sicuri di arrivare sani e salvi dall’altra parte. Non chiediamo troppo, vero?
Puoi supportare questa petizione anche via twitter usando l'hashtag #30elode
Per maggiori informazioni sulle ragioni tecniche alla base di questa petizione, puoi scaricare un breve sunto della letteratura scientifica disponibile e di alcune esperienze di riferimento.

 FIRMA QUI http://www.change.org/it/petizioni/obiettivo-30elode-riduciamo-la-velocit%C3%A0-sulle-strade-delle-nostre-citt%C3%A0

 LEGGI ANCHE http://cipiri1.blogspot.it/2012/12/ciclisti-picchiati-milano.html


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Ciclisti picchiati a Milano

 

Ciclisti picchiati a Milano: volevano far liberare una pista ciclabile

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"Vi ammazziamo tutti" è la risposta che un gruppo di automobilisti ha dato davanti alla richiesta di liberare la pista ciclabile di Vittor Pisani, troppo spesso considerata come un comodo parcheggio per raggiungere i locali con pochi passi.

E' giovedì sera sono le 23.00 la Critical Mass, biciclettata collettiva che ogni settimana raccoglie i ciclisti milanesi passa in Vittor Pisani. Il grande viale che porta alla stazione centrale è completamente occupato. Le auto sono parcheggiate sulla pista ciclabile e su una delle due corsie in direzione di Piazza Duca D'Aosta. Partono le telefonate alla Polizia Municipale: "c'è una pattuglia in zona stiamo arrivando". Dal locale escono i clienti e un signore sulla quarantina che si qualifica come il gestore dei locali. Volano insulti alla volta dei ciclisti : "levatevi dai coglioni".

Gli animi si scaldano quando le auto che provengono da Piazza della Repubblica iniziano a suonare. Il traffico è rallentato e innervositi gli automobilisti sfrecciano sulla corsia centrale dei taxi. Un ciclista viene investito. Dal locale partono le minacce: "adesso usciamo e vi riempiamo di botte". Detto, fatto. Escono in quattro ben piazzati volano pugni e spintoni. Un ciclista finisce a terra un altro ferito al volto. I ciclisti rimettono mano ai cellulari e chiamano il 118. 

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11/12/12

Greenpeace : Quello che fai ti resta addosso







 Attivati contro i cambiamenti climatici: scegli i mezzi pubblici al posto dell'auto e la bicicletta invece del motorino; evita gli sprechi di energia nella tua casa, per esempio spegnendo un apparecchio elettronico senza lasciarlo in standby.
Quello che fai ti resta addosso. Ricevi maggiori informazioni sulle campagne di Greenpeace



  • campagna
    OGM
    Promuovi l'agricoltura sostenibile, contro il rilascio in ambiente di OGM. In Friuli, siamo entrati in azione nei campi seminati con mais transgenico per denunciare l'illegalità e fermare la contaminazione.

Quello che fai ti resta addosso

Fai scelte responsabili per cambiare il futuro del pianeta!




 http://www.quellochefai.org/info



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05/12/12

..AMORE..: Primavera Araba, la rivoluzione al femminile

la rivoluzione al femminile

 

Primavera Araba, la rivoluzione al femminile

Quattro arabe danno vita ad un movimento per chiamare alla rivolta le donne. Tanti i messaggi che chiedono dignità, giustizia sociale e libertà.

 - Internet è diventato negli ultimi anni lo strumento giusto per dare visibilità alle problematiche sociali e per diffondere le proprie idee ... CONTINUA A LEGGERE

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