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11/11/14

Pista Ciclabile Produce Energia Solare





La prima pista ciclabile che produce energia solare apre ad Amsterdam

Solaroad, la prima pista solare (e ciclabile) al mondo apre il 12 novembre a Amsterdam,
 nei Paesi Bassi.


Sul tratto di pista ciclabile a doppio senso che collega due quartieri periferici (Krommenie e
Wormerveer) di Amsterdam, capitale dei Paesi Bassi, transitano ogni giorno circa duemila ciclisti. Tra pendolari e studenti, la bicicletta è il mezzo di trasporto più veloce per muoversi.



Dal 12 novembre, un pezzo di questa ciclabile lungo 70 metri diventerà famoso per essere il primo tratto al mondo con pannelli solari incorporati. Il nome del progetto è Solaroad e sembra essere la soluzione perfetta per l’ambiente perché non solo, di per sé, una ciclabile fa bene alla mobilità sostenibile, a basso impatto ambientale, ma in più è in grado di produrre energia pulita.

Il tratto sperimentale è costato circa tre milioni di euro, sostenuto quasi interamente dalle amministrazioni locali. I pannelli fotovoltaici sono fatti di celle solari in silicio cristallino e sono protetti da uno strato traslucido di vetro temperato. I 70 metri di pista solare dovrebbero riuscire a coprire il fabbisogno elettrico di tre famiglie. Non molto, anche perché i pannelli non possono essere posizionati in una posizione adatta a catturare il massimo di luce possibile e garantire alte performance, ma lo scopo è cercare di sfruttare un’area 
che altrimenti sarebbe semplicemente coperta di asfalto.



L’obiettivo è arrivare a 100 metri di pista solare nel 2016 per poi provare a estendere questa idea anche a tratti di strada tradizionali, quelli che ancora vengono attraversati da automobili e altri veicoli. Secondo quanto si legge sul sito ufficiale di Solaroad, se tutte le strade degli Stati Uniti venissero pavimentate con pannelli solari, il paese produrrebbe tre volte l’energia che produce oggi, con un taglio alle emissioni di CO2 pari al 75 per cento.


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18/08/12

Pista ciclabile da Venezia a Torino


PICCOLE MA VERE GRANDI OPERE DA REALIZZARE

 " Una pista ciclabile da Venezia a Torino: “Creerà lavoro e indotto” Non è una grande opera e non ha corsie preferenziali in Parlamento. Si chiama VenTo. Un progetto che collegherà Venezia a Torino, passando da Milano, Piacenza, Parma e Ferrara. Niente cemento però, solo una lunghissima pista ciclabile che costeggerà il Po per 679 km passando attraverso
parchi e aree protette. Un’idea del Politecnico di Milano che costerà 80 milioni di euro chiavi in mano. Nulla se paragonato ai miliardi stanziati per autostrade, bretelle di collegamento e altre opere prioritarie ad alto utilizzo di cemento armato. “VenTo costerà come due chilometri di autostrada”, spiegano gli ideatori del progetto.

VenTo punta tutto sulle ricadute economiche che i 679 km potrebbero avere sul territorio. “I 40mila km di piste ciclabile tedesche producono un indotto di 8 miliardi di euro l’anno”. Per restare in Italia c’è l’esempio della Provincia di Trento, che con i suoi 200 km di piste riesce a portarsi a casa 80 milioni di euro ogni anno, 86 nel 2011. “Con VenTo potrebbero arrivare centinaia di migliaia di turisti desiderosi di attraversare i parchi e le aree protette lungo il Po. Una spinta per tante economie diffuse e per far ripartire la crescita”, spiegano dal Polimi. I dati fanno ben sperare: “In casi simili in Europa ogni chilometro di ciclabile nel giro di pochi anni ha generato un indotto variabile tra i 110mila e i 400mila euro per chilometro. Ogni cicloturista ha speso mediamente tra i 600 e i 1.800 euro negli ultimi due o tre anni”, spiega il sito ufficiale. I conti sono presto fatti: male che vada VenTo potrebbe portare a un incasso di oltre settanta milioni di euro l’anno. Ma secondo Paolo Pileri, responsabile scientifico di VenTo, l’indotto potrebbe toccare quota 100 milioni ogni 12 mesi. “E’ questa la vera green economy che porta sviluppo stabile a tante piccole realtà”. Il perché è presto detto, e basta guardare il tracciato immaginato per la ciclabile. Saranno 15 i parchi attraversati, per un totale di 266 chilometri in mezzo alla natura: 85 in Piemonte, 27 in Emilia Romagna, 50 in Veneto e ben 104 in Lombardia.

Cosa serve per realizzare Vento? Solo la volontà politica, perché parte del tracciato è praticamente già pronta. A ospitare quasi metà della ciclabile saranno gli argini del Po, che con le leggi attuali possono essere percorsi solo da mezzi agricoli e polizia fluviale. “Basta la volontà di una firma, un accordo tra le quattro Regioni e gli enti fluviali e il coraggio di stabilire che gli argini sono solo ciclabili e utilizzabili dai frontisti. Con alcune centinaia di migliaia di euro si potrebbero poi rimuovere sbarre e sbarramenti e fare quelle due sistemazioni banali necessarie a rendere percorribili gli argini”, spiega il Politecnico di Milano. Così il 42% dei 679km di VenTo diventerebbe ciclabile e pronto all’utilizzo. Un centinaio di km sono invece già realizzati, anche se sparsi qua e là. Mancherebbero alcuni interventi di peso maggiore per superare dislivelli e costruire attraversamenti sul Po adatti alle bici, soprattutto nelle provincie di Alessandria, Pavia, Mantova e Rovigo.

Senza un coordinamento tra le quattro Regioni nulla potrà essere realizzato. Per questo si stanno attivando alcuni consiglieri regionali. In Lombardia a luglio Giuseppe Civati e Agostino Alloni hanno depositato un’interrogazione. Se ne discuterà il prossimo 6 settembre. In Emilia Romagna si sta muovendo invece il democratico Thomas Casadei: “La bicistrada sarebbe un’alternativa ottima allo spostamento in macchina tra paesi vicini e contribuirebbe ad alleggerire il traffico, producendo effetti benefici per tutti. Credo che la Regione Emilia-Romagna dovrebbe seriamente prendere in esame e promuovere questo progetto, contribuendo a dare il via formale alla sua realizzazione”.



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23/03/12

Chongming Bicycle Park




 JDS è uno studio di architetti 
che sembra intenzionato a lasciare il segno.

 Per il concorso Chongming Bicycle Park, l'azienda ha progettato quella che può essere considerata un'oasi urbana in prossimità della città di Shanghai. L'intera struttura è a spirale verso l'alto, e la lieve pendenza delle rampe lo rende un posto ideale per escursioni a piedi e in bicicletta.

Il progetto vuole essere un messaggio per incentivare e promuovere un maggior utilizzo della bicicletta e allo stesso tempo creare un polmone verde in prossimità di un agglomerato urbano. Chissà se diverrà realtà...





Un progetto di uno studio di design

 che potrebbe divenire realtà










 Fonte: EcoFriend

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