28/07/10

Risciò elettrico





Per gli amanti dell’aria aperta e della natura, soprattutto nella stagione calda, la bicicletta è la soluzione migliore. Ma se più persone della famiglia condividono la stessa passione e magari vogliono rimanere insieme? Ecco la soluzione: il risciò.



Il risciò è un mezzo di trasporto non recente, poiché già anticamente era adoperato. La sua origine è asiatica, lì infatti in molti paesi è usato praticamente da sempre.
Il risciò è composto da un “carrello” con due ruote, sul quale si possono sedere una o due persone, a cui sono attaccate due lunghe sbarre che verranno afferrate con le mani dall’uomo che tirerà il mezzo. Questa è la prima versione, quella originale asiatica.
Esistono poi delle varianti, come ad esempio quello trainato da un uomo in bicicletta, invece che a piedi, i cosiddetti ciclorisciò. Oppure gli autorisciò, in cui il mezzo è messo in movimento da un motore.
Risciò bicicletta o ciclorisciò
Sembrerebbe che la paternità di questo mezzo di trasporto si debba legare ad un fabbro americano, Albert Tolman, che alla fine del 1800, per conto del reverendo missionario Jonathan Scobie, lo inventò e lo costruì.
La parola risciò, rickshaw in inglese, deriva dal termine giapponese jinrikisha, che significa veicolo a trazione umana.
Risciò a pedali turisticiI risciò apparvero in India, alla fine del 1880, prima a Simla e poi a Calcutta.All’inizio furono utilizzati dai mercanti cinesi per trasportare le merci, poi dal 1914 fu autorizzato anche il trasporto delle persone.
Ai giorni nostri i risciò sono soprattutto utilizzati a livello turistico: sono a quattro ruote e hanno due sedili con pedali per quattro persone, due davanti e due dietro, con volanti per direzionarli e anche copertura superiore.
Ma vi è una grande novità: il risciò elettrico.
Visti i prezzi sempre esorbitanti del carburante principale, cioè la benzina, la necessità di trovare delle valide alternative ha portato ad inventare il risciò ad alimentazione elettrica. L’idea è venuta a  Brent Hatch, un quarantacinquenne statunitense che, per combattere la crisi e le spese familiari, ha trovato una soluzione “fai da te” per porvi rimedio: per meno di 2.000 dollari ha comprato un risciò a trazione a pedali usato e l’ha modificato, montatondovi un motore elettrico.
A questo punto qualcuno potrebbe pensare dove sta allora il risparmio? Il risparmio si trova facilmente nella geniale soluzione, che vede al posto dell’energia elettrica derivante da una presa, l’installazione di pannelli solari fotovoltaici. Ecco il video per vedere in pratica la geniale trovata:


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Volete cimentarvi anche voi in una soluzione del genere? Perché no! Basta avere pazienza, capacità manuale, creatività e il modo per rendere migliore questo nostro pianeta è solo lì ad aspettarci, basta volerlo.
In diverse città, tra cui Torino e Firenze, esistono delle iniziative progettuali molto interessanti, che vedono la possibilità di utilizzare i risciò con pedalata assistita, mezzi verdi, non inquinanti né dal punto di vista dell’aria né da quello acustico, come un’alternativa ecosostenibile al traffico cittadino.


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07/07/10

Genitori antismog

Smog? Genitori di tutta Italia, unitevi! Cerchiamo di limitare l'aria inquinata che ogni giorno siamo costretti a respirare. Facciamolo per noi e per i nostri bambini.


La guerra allo smog arriva da tutti i fronti e le idee per combattere questo nemico implacabile non finiscono mai  di stupire, soprattutto quando a portarle avanti sono dei genitori uniti dall’amore per i loro bambini.
Ecco l’idea: a Milano un’associazione di genitori ha deciso di dire basta allo smog e, unendosi appunto in un gruppo, ha Logo 
Genitori   Antismogprovveduto a mettere in atto tutta una serie di iniziative per evitare quanto più possibile di far respirare quelle maledette polveri sottili, piombo, zolfo ecc. A Milano ogni giorno sono ricoverate più di 70 persone per problemi legati all’inquinamento, senza differenza di età o sesso. L’associazione Genitori antismog nasce a tal fine, per operare attivamente tramite un comitato schietto e ricco di ottima energia sul fronte dell’inquinamento. Sul loro sito  è possibile trovare molte informazioni, firmare a petizioni, partecipare attivamente alle diverse iniziative, poiché la salute dei bambini dev’essere al primo posto.
Una delle iniziative importanti, e al contempo molto spiritose, è quella di apporre sulle macchine pessimamente posteggiate una pseudo multa, disegnata dai bambini, con tanto di Multa
 finta Genitori   Antismog100 euro (ovviamente non da pagare), in cui vi è un appello, anzi una vera e propria richiesta, di evitare di lasciare la macchina in quel modo, poiché è fastidiosa. Il blocchetto di finte multe si può scaricare dal sito.
Inoltre online troverete la sezione Genitori a impatto zero in cui è possibile leggere tutta una serie di semplici e facili consigli da seguire per migliorare la vita anche nella “semplice” quotidianità delle quattro mura domestiche! E anche indicazioni su come essere a impatto zero in ufficio o quando si fa la spesa. L’organizzazione e il senso pratico spesso risolvono moltissimi problemi tra cui, ovviamente, anche quello ambientale. Pensate soltanto a quanti pannolini si consumano ogni anno (chi ha dei bimbi piccoli lo sa bene) e a quanto si potrebbe risparmiare non solo in denaro ma anche in impatto ambientale se si usassero quelli lavabili. Oppure dare ai propri figli la buona abitudine di andare a fare la spesa a piedi, o in bicicletta, per non inquinare, per godersi meglio il tragitto senza clacson, stress, e arrabbiature varie, tipiche invece di chi usa spesso l’auto.
Smog in città
Protesta contro lo smogMa iniziative come queste non sono le uniche, infatti a Napoli esiste un’associazione chiamata Mamme antismog, in cui l’operato è simile e l’intento è quello di attivarsi come meglio è possibile per fare del bene alla famiglia e alla città.
Napoli, insieme e Torino e Ancona, sono città davvero inquinate, in cui le soglie accettabili per legge spesso si superano alla grande, e tutto ciò equivale a dire che la salute non è assolutamente assicurata.
I livelli di inquinamento si possono monitorare, per tutti coloro che fossero interessati a questo argomento su Lamiaaria.it , in tempo reale, così si può decidere se uscire o rimandare!
Tutte queste iniziative si possono “traslocare” anche in altre città e espandere, perché l’aria è di tutti, e i nostri bambini hanno il diritto di vivere il meglio possibile, chi secondo voi può permettere loro un futuro migliore se non noi?
Vi invito a leggere sul tema anche il mio articolo sull’iniziativa Piedibus.

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Piedibus , andare a scuola a piedi

Piedibus

Città caotiche, macchine che sfrecciano, smog che attacca grandi e piccini; insomma nelle nostre “City”, non si può dire che la vita sia verosimilmente a misura d’uomo e tanto meno a misura di bambino.


La natura e i suoi spazi incontaminati sembrano quasi chimerici e la voglia di vita salubre è nel cuore di tutti, ma qualcosa si può fare per migliorare la qualità del nostro vivere, piccole azioni del quotidiano da fare tutti insieme, papà e mamma e naturalmente i figli. Un bell’esempio è il Piedibus.
Di cosa si tratta? Semplice: lasciare a casa la macchina, e andare a scuola a piedi! È un modo semplice, rispettoso dell’ambiente e divertente: due adulti coprono il ruolo di autisti e di controllori e i bambini sono i passeggeri di questo pullman umano.
L’idea davvero carina e originale parte dalla Danimarca, ed è in generale comunque molto diffusa nei paesi del Nord Europa, oggi in Italia sono numerose le iniziative che mutuano questo progetto ecosostenibile e sano. Comuni, Asl, oppure istituzioni pubbliche supportate spesso da associazioni e dalle stesse scuole, curano il progetto.
Navigando nel Web è possibile trovare anche dei siti che ne parlano ampiamente, fornendo tutte le informazioni adeguate e utili per la messa in atto dell’iniziativa; ad esempio tra i siti più carini ci sono Piedibus, Genitori in rete, Terre di mezzo, tanti esempi pratici e esperienze raccontate da chi già lo adotta come mezzo locomotore a impatto ecologico zero.
Tante le città aderenti, ad esempio Milano, Bergamo, Modena, Torino, ecc.

Il Piedibus parte con un ritrovo ben specificato, tipo fermata vera del tram, ad esempio in una piazza o in una via particolare, si attendono tutti i “passeggeri” per l’ora decisa di partenza e poi si percorrono le strade scelte, con l’aiuto di genitori, o educatori, che conducono il Piedibus fino alla meta, cioè la scuola.
E’ un vero e proprio progetto di mobilità sostenibile, che fa risparmiare benzina alle famiglie, permette il passaggio ad esempio in vie del centro storico, spesso chiuse al traffico o particolarmente congestionate nelle ore di punta.
Dal punto di vista educativo è fondamentale, perché s’instilla nell’animo e nel cuore dei bambini e dei ragazzi una responsabilità civica e al contempo ambientale, si fa capire anche il concetto di risparmio, di economia della famiglia e si consolidano, camminando tutti insieme, le amicizie.
Piedibus
Nasce così per i bambini fin dal mattino la possibilità di trovarsi con i propri compagni di classe, e percorrere insieme la strada verso la scuola, nel modo più bello e divertente che possa esistere.
Per i genitori è una possibilità di dividersi i compiti, di decidere a turno quando fare “l’autista”, evitando che tutte le mattine siano le solite mamme o i soliti papà a prendersi questo compito e responsabilità.

Un altro aspetto da non tralasciare è anche la possibilità di fare del movimento, particolare molto importante, significa camminare magari dieci, venti, o trenta minuti tutte le mattine e bruciare qualche caloria, ma soprattutto disincentivare la pigrizia.
Per i bambini è una possibilità di vedere il proprio quartiere con calma e non con la fretta che di solito, si associa quando si è in auto, di crescere insieme ai compagni anche per ciò che concerne gli aspetti legati all’autonomia, al saper fare “quasi da soli”.
Inoltre, si possono iniziare a conoscere i vari cartelli, la segnaletica stradale, insomma di stimoli ne vengono fuori davvero moltissimi, primo fra tutti quello di stare in compagnia e accrescere il buon umore.
Fermata Piedibus

Partecipare a questa iniziativa comporta la presa in carico di responsabilità, poiché bisogna rispettare gli orari di partenza, farsi trovare lungo le fermate prestabilite per prendere parte del gruppo, indossare una pettorina visibile, non lagnarsi se piove o nevica, perché il Piedibus funziona con qualsiasi situazione meteorologica.
Gli adulti autisti e controllori hanno la responsabilità di verificare i presenti, di monitorarli, di controllare il buon procedimento del Piedibus.
Per avviare un progetto di Piedibus, bisognerà prima di tutto segnalarne il desiderio e la volontà al direttore didattico, organizzare delle assemblee per presentare meglio l’attività, coinvolgere tutti i genitori, fare indagini preliminari, mappare le zone e pianificare il percorso con fermate e orari.
Quando è tutto pronto, si può fare una bella festa di apertura della nuova attività e poi tutti in marcia!

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Biciclettata di primavera

Biciclettata di primavera
quanti

Quest'anno (e speriamo anche i prossimi) abbiamo organizzato una gita in bicicletta sulla greenway della Morla.
Abbiamo un elegante volantino di invito con logo preparato per noi da Laura Lalli Piccinelli.

David Orban ha fatto un video, che si può vedere all'indirizzo http://www.youtube.com/watch?v=9DWn4y1m-hg . Ha fatto anche una galleria di fotografie.
Ecco qualche foto; la più brutta l'ha fatta Valentina, indovinate qual è … (ma la poverina non sa molto di fotografia - forse Margherita può aiutarla)
danze

canti

boccolibiondi



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